“Les Fleurs du Mal” di Giulia Napoleone

OMAGGIO A BAUDELAIRE

di Lorenzo Ghelardini

 

Le Gallerie degli Uffizi celebrano il bicentenario della nascita del grande poeta simbolista Charles Baudelaire con un raffinato omaggio: le illustrazioni di Giulia NapoleoneLe Fleurs du mal conservate al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.

La raccolta di versitra i capisaldi della poesia di tutte le epoche, fu pubblicata per la prima volta nel 1857 suscitando scandalo e censure per l’arditezza, l’aspetto dissacrante oltre che sensuale, gli accenti torbidi e celestiali insieme: il poeta fu costretto a eliminare alcuni componimenti e a riorganizzare la struttura d’insieme approdando a una nuova pubblicazione nel 1861, per giungere all’assetto definitivo solo nel 1868.

L’istituto livornese Nuovo Archivio dei Macchiaioli nel 1996 ne ha proposto un’edizione curata dallo storico dell’arte Dario Durbé, cui si deve anche una nuova traduzione.

L’elegante volume, stampato su carta pregiata e in tiratura limitata (600 copie), si caratterizza per un corposo impianto illustrativo realizzato da Giulia Napoleone, artista apprezzata dallo stesso Durbé e già familiare con l’interpretazione visiva del linguaggio poetico, come nel caso del volume Non vedo quasi nulla del 1978, con sue incisioni e brani di André du Bouchet. Continua a leggere

“nero di china”, quando il pensiero invade la forma

A Firenze, sabato 18 gennaio 2020, alle 18:00 la Galleria Il Ponte inaugura il nuovo anno con una mostra dedicata a Giulia Napoleone: “nero di china” a cura di Bruno Corà.

All’artista Giulia Napoleone la galleria aveva già organizzato nel passato due mostre, nel 1996 e nel 2002. Nella prima vennero presentati acquarelli e pastelli, nella seconda dipinti ad olio su tela e alcune chine su carta.

La mostra “nero di china”, come si può facilmente evincere dal titolo, è interamente dedicata a un nucleo di recenti opere in bianco e nero, realizzate interamente da Giulia Napoleone, con l’inchiostro di china.

Il volume che la correda, oltre a presentare le quindici opere esposte, ripercorre questo aspetto del lavoro dell’artista fin dalle sue prime piccole chine della metà degli anni Cinquanta. Attraverso le immagini e il testo di Bruno Corà, si potrà così penetrare nella peculiare dimensione di un mondo in bianco e nero, che si concretizza nelle opere di questa artista attraverso l’uso dell’inchiostro di china, portato fino al suo limite estremo.

Come scrive nel testo in catalogo per la mostra curata da Giuseppe Appella alla GNAM di Roma nel 2018, Stefania Zuliani: “Un segno dopo l’altro, con precisione paziente e necessaria, da oltre mezzo secolo Giulia Napoleone cerca l’ordine luminoso della forma. Una forma che è viva e perciò imperfetta, come vivo e imperfetto è il pensiero di chi non teme l’errore e quindi rifugge l’ovvio e il già noto.

Ciò che l’artista sperimenta nella quiete silenziosa del suo studio, da qualche anno nascosto tra le colline e i campi di lavanda della Tuscia, è la ricerca ostinata di un equilibrio che nulla concede alla facilità della rappresentazione e che dell’astrazione conosce le regole, ma privilegia le eccezioni, creando immagini nitide, nette di luce e di ombra, immagini assidue che sono l’esito preciso di una tecnica e una materia scelte ed esercitate di volta in volta con perizia e rispetto.

Fuori da ogni rigido vincolo progettuale, Giulia Napoleone si muove fra le sue carte… con la grazia leggera del viandante, senza l’assillo di una destinazione [e come lei stessa scrive]: Il mio lavoro è un cammino che conosce soste, forse, ma che non ha mete né punti di arrivo. É un andare verso.”

In mostra verranno anche presentati gli ultimi suoi due libri d’artista: Yves Peyré, Les Rehauts du Songe (da cui sono tratti i titoli delle opere esposte) e Luigia Sorrentino, Olympia, entrambi per le Edizioni Al Manar, Parigi, 2017 e 2019, corredati da chine e pastelli originali dell’artista.

Giulia Napoleone

Giulia Napoleone nasce nel 1936 a Pescara. Vive e lavora in un piccolo paese della Tuscia Viterbese, alternando frequenti permanenze in Svizzera.
Dopo il diploma magistrale nel 1954 si avvicina alla pratica del disegno con lo scultore Ferdinando Gammelli. Nei primi anni Cinquanta, all’interesse per la pittura si affiancano quello per la musica, che coltiva con lo studio del violino, e per la fotografia. Nel 1957 si trasferisce a Roma, dove vivrà per lungo tempo, e si diploma presso il I Liceo Artistico. Nello stesso anno si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e inizia a sperimentare le tecniche incisorie seguita dai maestri Lino Bianchi Barriviera e Mino Maccari. A Roma frequenta il vivace ambiente artistico-letterario (Flaiano, Carlo Levi, Mazzacurati) e dalla capitale si sposta per frequenti viaggi all’estero: Australia, Nord Africa, Sud della Francia, Olanda e Paesi Scandinavi. Continua a leggere

Anteprima: Giulia Napoleone, “nero di china”

Giulia Napoleone nasce nel 1936 a Pescara. Vive e lavora Carbognano (Viterbo), alternando lunghe permanenze in Svizzera.
Dopo il diploma magistrale nel 1954 si avvicina alla pratica del disegno con lo scultore Ferdinando Gammelli. Nei primi anni Cinquanta, all’interesse per la pittura si affiancano quello per la musica, che coltiva con lo studio del violino, e per la fotografia. Nel 1957 si trasferisce a Roma, dove vivrà per lungo tempo, e si diploma presso il I Liceo Artistico. Nello stesso anno si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e inizia a sperimentare le tecniche incisorie seguita dai maestri Lino Bianchi Barriviera e Mino Maccari. A Roma frequenta il vivace ambiente artistico-letterario (Flaiano, Carlo Levi, Mazzacurati) e dalla capitale si sposta per frequenti viaggi all’estero: Australia, Nord Africa, Sud della Francia, Olanda e Paesi Scandinavi.
Nel 1963 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Numero di Firenze: una selezione di disegni in cui prendono corpo le inedite stimolazioni visive volte all’approfondimento dei temi più cari alla sua ricerca, il segno e la luce. Tema centrale di questi anni è la “ricerca di luce” che non si riduce a puro effetto geometrico, alla ripetizione di forme invariate e costanti, ma alla ricerca di un divenire naturale.
Dal 1965 frequenta la Sala Studio della Calcografia Nazionale di Roma, aperta agli artisti dall’allora direttore Maurizio Calvesi. Nel 1967 il governo olandese gli concede una borsa di studio che gli offre la possibilità di specializzarsi nell’incisione presso il Rijkmuseum di Amsterdam. La carta si rivela il supporto preferito dall’artista sul quale interviene con l’inchiostro, l’acquarello, il pastello. Continua a leggere

A Jean-Charles Vegliante, il Premio letterario internazionale Carlo Betocchi-Città di Firenze

 

Jean-Charles Vegliante

È Jean-Charles Vegliante il vincitore della XVII edizione del “Premio letterario internazionale Carlo Betocchi-Città di Firenze”. Così ha deciso la giuria del Premio, presieduta da Marco Marchi e composta da Sauro Albisani, Anna Dolfi, Antonia Ida Fontana, Francesco Gurrieri, Gloria Manghetti e Maria Carla Papini.

Jean-Charles Vegliante, nato a Roma nel 1947, vive a Parigi ed è un poeta francese alla cui produzione in proprio ha costantemente abbinato nel corso della vita una vasta e qualificatissima opera di traduzione di poeti italiani: da Dante ai poeti del Novecento e contemporanei, passando per Leopardi, Belli, Pascoli, D’Annunzio, Ungaretti, Montale, Betocchi, Sereni, Calogero, Pasolini, Fortini, Raboni, Amelia Rosselli e altri. Oltre che valido traduttore e intraprendente corifeo della letteratura italiana in Francia, Vegliante è autore di notevoli saggi di critica, teoria letteraria e anche, specificatamente, di teoria della traduzione, con testi (tra cui l’ormai classico D’écrire la traduction) sul ritmo, la scrittura bilingue, la forma poetica, i fenomeni della “translatio”, le scritture in versi connesse con l’emigrazione. Si è occupato inoltre di narratori come Morselli, Primo Levi e Camilleri. Continua a leggere

Marina Abramović, sarà protagonista di uno speciale avvenimento il 22 settembre a Firenze

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.

L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunirà oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Settanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.

L’esposizione nasce dalla collaborazione diretta con l’artista nella volontà di proseguire – dopo Ai Weiwei e Bill Viola – la serie di mostre che hanno portato a esporre a Palazzo Strozzi i maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea. Il palazzo verrà nuovamente utilizzato come luogo espositivo unitario, permettendo a Marina Abramović di confrontarsi per la prima volta con un’architettura rinascimentale e in cui verrà sottolineato lo stretto rapporto che ha avuto e continua ad avere con l’Italia.

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Paolo Lagazzi, “Come ascoltassi il battito d’un cuore”

Attilio Bertolucci e Paolo Lagazzi

Per quanto amato da molti lettori di poesia, per quanto profondamente stimato da alcuni tra più grandi poeti del Novecento non solo italiano (da Montale a Luzi, da Sereni a Caproni, da Pasolini a Charles Tomlinson a Kikuo Takano), Attilio Bertolucci resta un autore ancora, in parte, misconosciuto e incompreso. Solo una lunga frequentazione del suo mondo poetico può permettere di cogliere la complessità e la ricchezza che si annidano nell’apparente semplicità del suo linguaggio. Paolo Lagazzi, riconosciuto dallo stesso Bertolucci (in un’intervista apparsa nella rivista “Gli immediati dintorni”, n.2, 1989) come colui «che forse più di ogni altro mi ha letto in estensione e in profondità», ripercorre negli scritti raccolti nel presente volume alcuni tra i capitoli decisivi della storia del poeta: l’inesausto amore per la pittura; la passione per le opere di Proust e di Eliot; l’affinità elettiva con un originalissimo, fantastico e umano storyteller quale Silvio D’Arzo; il lavoro svolto con leggerezza e lungimiranza nei campi del giornalismo e dell’editoria; il dialogo tra la sua poesia e il cinema del figlio Bernardo.

Soprattutto, questo libro ci porta di nuovo a osservare i “nodi” più segreti e cruciali del mondo bertolucciano: la religiosità sui generis, il sentimento del sacro, l’incontro fra un bisogno primario di verità e un’acuta coscienza della vita come mistero.

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Alessandro Ceni, “La distanza”

Sabato 3 febbraio 2018, ore 17 inaugura a Firenze, alla Galleria Immaginaria la mostra di Alessandro Ceni  “La distanza”, opere recenti.

“Ad Alessandro Ceni non dispiace sporcarsi le mani. Non gli dispiace quando scrive: nel suo linguaggio tutto il patrimonio del nostro lessico, dal più solitario degli idioletti al più complesso dei lemmi tecnici, trova puntuale e precisa, poetica ospitalità. Non gli dispiace quando traduce versi e prose della letteratura anglo-americana, un’impresa che da anni affronta in profondità, rammemorando e attualizzando, di ogni evento linguistico, la sua intera preistoria filologica. Non gli dispiace quando si confronta con lo spazio fisico – quando in un oggetto, in un’immagine, in una figura terrestre quelle mani vengono conficcate fino in fondo, così la estrapolare e mettere a giorno, di ogni cosa, l’esile e primordiale melodia della sua materialità svuotata di ogni grazia. Ma piena, proprio per questo, di una charis misera e opaca, cosale. Che dietro a queste opere, a questo lavoro (certo cerebrale, ma innanzitutto materiale e artigianale) esista una poetica è cosa certa. Ma non si tratta di un programma o di un manifesto che tratteggia i propri confini in anticipo rispetto alla messa in opera. Al contrario, la poetica di Ceni, del Ceni artista e pittore, emerge epigeneticamente a partire dal confronto con la materia, dentro la spudorata ed effimera storia d’amore tra le mani e la cosa.” Così Massimo Baldi in “Talismani residuali”, nota al catalogo “Ceni, 2000-2016”. Continua a leggere

The Season/La stagione

Maaza Mengiste e Mark Bibbins

Si è aperta il 31 maggio 2017 a Villa La Pietra, sede di New York University a Firenze (Via Bolognese 120), la tredicesima edizione di The Season, rassegna di concerti, letture, spettacoli di danza, rappresentazioni teatrali in lingua originale che quest’anno prevede anche l’inaugrazione di una mostra di arti visive.

Come nelle precedenti edizioni The Season dedica ampio spazio alla rassegna letteraria. Il 6 giugno (ore 18) gli scrittori americani Alexander Chee, autore dell’acclamato romanzo The Queen of The Night, Maaza Mengiste, scrittrice nota per il romanzo Beneath the Lion’s Gaze (Lo sguardo del leone), nonché i poeti Mark Bibbins e Catherine Barnett leggeranno brani delle loro opere (in lingua originale).

Il 7 giugno (ore 19) saranno in programma La Scolta e Le Passioni dell’Anima, due concerti del compositore Roberto Scarcella Perino. La Scolta, per coro di voci femminili, mezzosoprano e pianoforte, Madrigale rappresentativo, testo di Gian Maria Annovi (prima mondiale). Coro di voci femminili Solensemble; Mezzosoprano: Marcella Ventura; Piano: Iolanda Franzoso ; seguita da Le passioni dell’anima da un libretto di Federica Anichini (azione scenica per coro di voci bianche e pianoforte). Lettura di poesie del poeta Gian Maria Annovi.

Villa La Pietra, Firenze

Ritorna per il quarto anno The Writers’ Season – La stagione degli scrittori, dialoghi e reading tra autori americani e italiani curato dallo scrittore e docente di NYU Florence Alessandro Raveggi. Come ogni anno, l’evento letterario è pensato per far incontrare il pubblico italiano e quello di lingua inglese nel contesto della Villa La Pietra a Firenze, come ideale dimora bilingue di scrittori e lettori. Il festival si aprirà giovedì 8 giugno dalle 18 alle 21, all’insegna di dialoghi non scontati tra autori solo apparentemente distanti: alle 18 il narratore americano Alexander Chee incontrerà la scrittrice italo-somala Igiaba Scego, recentemente tradotta in America con il suo romanzo Adua (Giunti) e tra le voci più importanti dell’Italia multietnica; mentre alle 21, il poeta e critico letterario Guido Mazzoni, il cui recente saggio Teoria del romanzo è stato tradotto per Harvard University Press dialogherà con Mark Bibbins, poeta americano impegnato e performativo. Il venerdì 9, alle 18, Vivian Lamarque, pluripremiata poetessa tra le più note in Italia, incontrerà la poetessa americana Catherine Barnett, mentre Maaza Mengiste dialogherà con Gianluigi Ricuperati, giovane scrittore recentemente pubblicato in Francia da Gallimard e in Italia con La scomparsa di me (Feltrinelli), nonché figura poliedrica di curatore-scrittore a cavallo tra le arti. A moderare gli incontri della prosa saranno chiamati quest’anno due critici ed esperti di cultura anglosassone e americana come Edoardo Rialti (che è anche traduttore e giornalista culturale, l’8 giugno) e Guido D’Antona (il cui recente saggio per minimum fax esplora le dinamiche del mondo degli scrittori americano, il 9 giugno); mentre per la poesia i moderatori saranno i critici fiorentini di caratura nazionale Raoul Bruni (8 giugno) che è anche ricercatore all’Università di Padova, e Diego Bertelli (9 giugno) studioso di poesia italiana e scrittore. Continua a leggere

Paolo Lagazzi, Premio Speciale Montale Fuori di Casa 2017

Paolo Lagazzi

Il 12 aprile 2017, alle ore 17,30, nella sede del Gabinetto Vieusseux di Firenze, sarà assegnato al professor Paolo Lagazzi il “Premio Speciale – Montale Fuori di Casa” per la critica letteraria e la saggistica. Continua a leggere

Piero Bigongiari

piero_bigongiari

Le parole dell’amore non hanno superficie

Il vento non si bagna in cima al mare
il vento azzurro non vuol diventare
verde, ingrommarsi, tergersi diverso
di verso in verso.
Ma le statue di sale che si voltarono
ora guardano il cosmo che non torna
caos ai loro occhi, se le fiamme

della bella città erano amore.
Mare asciutto… Ah staccarsi dal proprio essere
dove esso è più sottile, laminato

tra due bandiere: recto e verso, notti
e albe: le ere si congiungono
per disgiungersi, le ingiunzioni sono

le parole ora stesse dell’amore
da non gettare in aria, non potrebbero
tornare, il mare e il vento non si fondono,
o vuote, sopra il palmo alto del cuore,
moneta non impressa, non spendibile,
impronta cancellata dal suo fuoco.

Piero Bigongiari (1914 – 1997)

Cristina Annino, “Anatomie in fuga”

anatomie_in_fugaDall’Introduzione
di Maurizio Cucchi
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Cristina Annino aveva avuto un esordio felice, una giovinezza poetica decisamente illustre, di primo piano. Aveva infatti goduto della stima di grandi personaggi, di poeti e promotori di poesia di cui oggi sentiamo la mancanza. Parlo infatti di Franco Fortini, di Giovanni Giudici, di Antonio Porta che con la loro autorevolezza  ne avevano subito colto l’originalità, la freschezza energica, il talento, insomma. Erano stati i tempi di un suo esordio collettivo Einaudi con introduzione di Walter Siti, della pubblicazione di uno dei suoi libri migliori, Madrid, apparsi in una collana diretta da Michelangelo Coviello. Da allora sono passati più o meno trent’anni e Cristina Annino ha lodevolmente pensato più all’autenticità, sempre rincorsa, della propria esistenza personale, che al successo letterario e alla presenza su una scena che ingiustamente – ma con il suo concorso involontario – la stava mettendo temporaneamente da parte. Continua a leggere

Ottavio Rossani presenta a Firenze, “Riti di seduzione”

ottavio

Oggi a Firenze, alle ore 16.30, nella Sala Conferenze della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriolo 24 -piano terra), con l’organizzionne dell’Associazione culturale “Sguardo e Sogno”, nell’ambito degli incontri “Si scrive Marzo si legge Donna”, promossa dalle Biblioteche Comunali Fiorentine, Ottavio Rossani presenta la sua raccolta di poesie Riti di seduzione (Nomos, 2013), con la lettura di alcuni testi.

Intervengono Michele Brancale, ed Elena Gurrieri.
Introduzione di Maria Federica Giuliani, presidente Commissione Cultura del Comune di Firenze.
Conduce: Paola Lucarini.

La “Danae” di Orazio Gentileschi finisce all’asta

danaeDopo aver affascinato i visitatori del Metropolitan Museum of Art di New York negli ultimi due anni, il capolavoro caravaggesco “Danae” di Orazio Gentileschi (1563-1639) andrà all’asta da Sotheby’s a New York giovedì 28 gennaio 2016 con una stima di 25/35 milioni di dollari. Continua a leggere

Silvio Ramat, “Poesie da un esilio”

 

silvio_ramat-copertinaDalla quarta di copertina

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Un romanzo epistolare, condotto su un doppio registro: quello in versi del poeta che scrive per lunghi mesi da una casa di cura, e quello in prosa della dolce amica che gli risponde, Elisabetta, Elis, con cui il dialogo si infittisce tra ricordi, riflessioni, e il muoversi con discrezione estrema del sentimento. Così si realizza questo nuovo libro di Silvio Ramat, Elis Island, dove la corrispondente diviene un ideale punto di approdo, un’isola sognata verso cui il poeta apre lo sguardo. E lo riapre anche, o soprattutto, condividendo le sue emozioni con Elis, sui mille rivoli e i molti territori di un passato anche remoto, poiché “la memoria aduna / i luoghi del mondo visitati”. E infatti, lettera dopo lettera, si viene disegnando una geografia vastissima che va dalla Lombardia alla California da New York alla Cina o al lago di Garda, mentre in questo intenso scambio epistolare fra il poeta e l’amica letterata si affacciano i nomi e le opere di numerosi poeti e scrittori, come Stendhal o Virginia Woolf, come Carducci, Pascoli, Montale, magari intrecciati a ricordi di film celebri, come quelli di Hitchcock, o al suono di belle canzoni d’amore di un’epoca ormai lontana. Continua a leggere

Presentazione di “Lettere della Fine”

 

nadiaVenerdì 25 settembre 2015, alle ore 18.00, presso il Caffè Letterario Le Murate di Firenze,  incontro/dibattito su “Lettere della Fine”, di Nadia Agustoni,  nell’ambito del Festival Internazionale della Poesia “Voci lontane, voci sorelle” a cura del Laboratorio Nuova Buonarroti.

La poetessa dialogherà con il giornalista di La Repubblica Fabio Galati.
Presenta Elisa Biagini.

Ale 21,15 seguirà poi la lettura dei testi delle poesie alla Biblioteca delle Oblate.

Nadia Agustoni è nata nel 1964 a Bergamo dove vive. Scrive poesie e saggi dal 1994. Del 2015 è il libro Lettere della fine (Vydia editore) e del 2013 il libro-poemetto Il mondo nelle cose (LietoColle).

Per ulteriori informazioni: www.lemurate.it

 

 

Paola Ballerini, “dentro l’iride radici”

 

dentro-liride-radicila coltivazione delle parole
è questa terra che si spacca
quando la notte
crepita fino al bordo dell’alba
e ci assale
piegando i girasoli
durante la sepoltura dei semi
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Paola Ballerini vive e lavora a Firenze. Laureata in filosofia, ha compiuto studi anche in campo psicologico. Suoi testi sono apparsi nel 2008 sulla rivista Semicerchio. La raccolta Nell’arcipelago cresce l’isola ha vinto il premio ClanDestino 2009 per l’opera prima ed è stato pubblicata dall’editore Raffaelli. È coautrice insieme ad altri poeti del libro Varianti Urbane – mappa poetica di Firenze e dintorni che ha ottenuto il marchio microeditoria di qualità 2011, ed. Damocle. Alcuni suoi testi sono stati tradotti e pubblicati nel 2012 sulla rivista digitale serba Agon e nel 2013 sulla rivista digitale messicana Círculo de Poesía.

 

 

 

Giovanni Parrini, “Valichi”

 

IMMAGINE COPERTINA (1)Dalla nota introduttiva di Matteo Bianchi

Non poco è quanto ricevuto dai Valichi (Moretti&Vitali, 2015, pp. 84) di Giovanni Parrini, entrato nella terna finale del premio Viareggio-Rèpaci, assieme a Franco Buffoni (Jucci) e a Luigi Fontanella (L’adolescenza e la notte), vincendo il premio della Giuria.

Un Viareggio ancora una volta sorprendente, che ha visto partecipare alla tenzone penne del calibro, tra le altre, di Maria Grazia Calandrone, Aldo Nove, Umberto Fiori, Roberto Deidier;

tuttavia la contesa rimane aperta e si aspetta con trepidazione la nomina del supervincitore di questa ottantaseiesima edizione.

Valichi è il quarto libro di Parrini, poeta accompagnato, negli anni, da vari interventi critici, tra cui quelli puntuali di Maurizio Cucchi (prefazione a Tra segni e sogni, Manni 2006; selezione di testi per l’Almanacco dello Specchio 2010-2011; articoli su “Tuttolibri” e sulla rubrica “Dialoghi in versi” de La Stampa) e quello di Giovanna Ioli (prefazione a Nell’oltre delle cose, Interlinea, 2011).

«Non poco» è anche la particella chiave della raccolta. Un sintagma elementare, avveduto: due frammenti senza infingimenti che si fanno forza a vicenda, e introducono fin da subito la comprensione e la reciprocità della poesia, della letteratura. Perciò le liriche si susseguono una dopo l’altra in antitesi alle code di automobili che intasano le autostrade dei weekend, incuranti del valore esistenziale che dal tutto trattengono i particolari: «è il tramonto che presta ai fari il rosso / è il sole sghembo a fare con la polvere oro sopra i lunotti».

Alla maniera in cui si perdono (di vista) le storie degne di misericordia, come sosterrebbe Hugo, mentre seduti a tavola i fotogrammi fluviali della tv inghiottiscono le miserie che sarebbero da afferrare e fare proprie. Ecco e terribilmente, giunto «in ultimo il caffè», l’autore prende coscienza del peso interiore che assumono le immagini, specialmente nell’istante in cui valicano la condanna massificante del tempo.

Al centro, poi, si conficca la compassione d’incrociare a un semaforo lo sguardo di chi domanda, privandosi della dignità, qualche moneta per un pasto. Si badi bene, però, libero da drammaticità e da sentenze morali, specie nei confronti del sé allo specchietto retrovisore.

E le lacrime dantesche, o meglio, fiorentine – di stato e non di statuto – scaturiscono quando le parole non bastano più, non servono più, ma l’impotenza taciuta di redimere l’ingiustizia universale con un piccolo gesto si sfoga (mancando!) verso l’alto. Naturalmente, «vedi gli storni prendere le misure del cielo / con quella gratuità / che ti fa un nodo in gola di passione e di pena».

Anonima la grazia si rivela inaspettata: «Parrini – va detto – non giunge mai al momento epifanico, liberatorio; né mai è tentato da un discorso di ordine strettamente religioso: semplicemente cerca, ogni volta, il punto in cui  l’opacità del mondo sembra incrinarsi», ha motivato Giancarlo Pontiggia nella prefazione.

E il rispetto profondo con il quale l’autore si rivolge al prossimo, il garbo con cui ammonisce “un niente”, “il nulla”, ne costituisce la cifra distintiva, accurata ma necessariamente riflessiva da non indugiare sui formalismi, su superflui impedimenti comunicativi, «che tra poco uno a uno andiamo via alla spicciolata / una notte qualunque».

Il ritmo è totalmente privato e a tratti apprensivo, tanto da accelerare o ritardare al lettore l’illuminazione, a seconda dello stato d’animo vissuto, dell’ispirazione.

La limpidezza, delineata ne «l’azzurro contro il grigio», quindi serve a quietare la bufera dei ricordi, l’esperienza che allarga le palpebre. Magari per questo Pontiggia ha sostenuto «un’ascendenza montaliana», per la consapevolezza di essere una parte del tutto e neanche indispensabile al suo movimento.

Pianissimo come ha cominciato, e Sbarbaro docet nell’approccio antimelodico, l’ambivalenza amata e sofferta dei ricordi chiude il cerchio, quasi si trattasse di una panoramica scattata da un belvedere, ma oltre, di un tondo dipinto. D’altronde, «amari e magnifici giri» sono quelli intorno all’asse terrestre, «che la bellezza fa» non esaurendosi mai, rilkianamente quando «Né fanciullezza né futuro / vengono meno…» alle Elegie duinesi, che Parrini fissa in esergo al libro come un lasciapassare.

Paradossalmente sono i ricordi ad assicurargli una giustizia e l’inestinguibile desiderio di eterno, così all’opposto il presente brucia ogni cosa, perfino i fiori.

E dopo un «lunghissimo bacio» si congeda in bilico sullo stelo, senza bisogno che un aedo indori la realtà, men che meno depositata sul foglio, perché «Torneremo rifaremo percorsi di radici e pensieri / in una sola infinita stagione».

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Antonio Natali, “Michelangelo agli Uffizi”

michelangeloAppuntamento
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Ai Musei Vaticani, il 19 febbraio 2015 alle 16:00, presentazione del volume MICHELANGELO AGLI UFFIZI, DENTRO E FUORI di Antonio Natali (MASCHIETTO EDITORE, 2015)

Intervengono:
Antonio Paolucci, Direttore Musei Vaticani
Antonio Natali, Direttore Galleria degli Uffizi

Presentazione 19 febbraio 2015 – ore 16:00 Musei Vaticani nell’ambito del ciclo di conferenze scientifiche “Il giovedì dei Musei” Ingresso libero da Viale Vaticano a partire dalle ore 15:30

 

 

 

I Macchiaioli in mostra a Lucca

Bambino al sole di Bechi[1]Nota di Silvana Lazzarino

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In mostra a Lucca presso il Lucca Center of Contemporary Art fino al 6 aprile 2015

La dimensione umana e sociale, l’impegno politico e culturale che in pieno Risorgimento preparava gli animi all’unità d’Italia, trova un significativo riscontro nella pittura di in un gruppo di artisti denominati “Macchiaioli” moderni e ribelli alle convenzioni per il nuovo modo di accostarsi e interpretare la vita reale e spirituale. Continua a leggere

Annalisa Ciampalini, “L’assenza”

 

cover_ciampaliniDalla prefazione di Giuliano Ladolfi

“La raccolta di Annalisa Ciampalini sa toccare le corde del cuore umano in modo tale che il lettore nei suoi versi può leggere se stesso, perché il dolore di un rifiuto sentimentale è patrimonio di ogni persona. Non diario, quindi, ma ricerca introspettiva finalizzata alla ricostruzione di una vicenda destinata a segnare in profondità la poetessa. Troviamo nella nudità di uno stile composto e vibrante un’esperienza, tesa tra il desiderio di realizzazione assoluta e il limite dell’accadere, tra gli attimi di felicità e lo strascico di periodi consacrati al disfacimento, tra la vitalità della speranza e la delusione letale. La scrittrice non rievoca solo una vicenda personale, ma coglie l’aspetto più profondo del nostro essere, catena di un percorso biologico, destinato però a superarlo nella tensione verso una realizzazione completa, perfetta, assoluta, al di fuori del tempo e dello spazio”. Continua a leggere

Giovanni Agnoloni, "La casa degli anonimi"


la casa degli anonimi cover[1]“La casa degli anonimi” di Giovanni Agnoloni.

Presentazione  a Firenze giovedì 18 dicembre 2014 alle ore 18,00 alla Libreria-caffè letterario “La Cité” (in Borgo San Frediano 20 rosso).
Intervengono:  Vieri Tommasi Candidi, scrittore e Corrado Marsan, Storico dell’Arte.
Sarà presente l’autore.
Nota di Giorgio Galli
 
Il 26 marzo 2027 Kasper Van Der Maart, scrittore olandese, deve atterrare a Firenze, ma una perturbazione dirotta il suo volo verso Dresda. Kasper si trova gettato in una periferia disanimata e straniante; cerca di telefonare a sua moglie Hilde perché, sebbene il loro rapporto sia ormai poca cosa, lo rassicurerebbe sentire la sua voce. Ma al telefono sente solo dei fruscii. Non c’è linea. Le comunicazioni tra paese e paese sono diventate impossibili.
Alienazione e incomunicabilità sono il filo rosso de La casa degli anonimi, terzo capitolo -dopoSentieri di notte e Partita di anime- della riflessione di Giovanni Agnoloni sulla “fine di Internet”. Continua a leggere

Annalisa Macchia, "Interposto est"

 
macchia_coverNota di Paolo Lagazzi
Interporto est di Annalisa Macchia è una specie di trepido e commosso romanzo per flash, sovrapposizioni, contrappunti, rapidi accostamenti memoriali, cammini e soste, fughe e risalite dal presente al passato e viceversa. Tornare dove si è vissuta la stagione mitica dell’infanzia (una frazione della campagna livornese) significa osservare tutto quanto si è perso e continua a perdersi, a sfarinarsi, a sgretolarsi come il cimitero assediato dall’interporto o la chiesa la cui campana fu messa in vendita, come i terreni invasi dai container o da “alberi scheletrici”, come il ricordo stesso delle chiacchiere femminili en plein air che un tempo innervavano i giorni. Adesso persino gli spazi domestici soffocano: “sospeso anche il respiro / brancolano corpo e mente…”. Eppure negli abitanti del paese avviati al declino resiste un “non so che di fiero”, mentre il lento spegnersi della madre ha lasciato in dono all’autrice di questi versi un fuoco segreto, un “filo / incurante di morte e saccheggi”, “un nodo più forte d’ogni male”.
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Canti Orfici/visioni

 
 
dino_campana_newsletterCANTI ORFICI: UN LIBRO TRA DUE SECOLI celebra uno dei più grandi poeti del Novecento, Dino Campana. Un progetto lungo e composito, che si svolgerà dal 21 novembre al 31 dicembre 2014, e che partendo da Scandicci, tocca territori campaniani, come Firenze, Badia a Settimo, Lastra a Signa e include mostre, una produzione teatrale in prima nazionale, spettacoli, film, incontri, conferenze e un laboratorio condotto da Giancarlo Cauteruccio aperto a giovani attori e artisti della scena.
Nel centenario della pubblicazione del Libro Unico di Dino Campana teatro, mostre, en espace, incontri, film, laboratori, un progetto integrato tra Teatro Studio Krypton, Biblioteca Marucelliana, Fondazione Primo Conti su iniziativa di Regione Toscana e i Comuni di Firenze, Lastra a Signa, Marradi e Scandicci. Continua a leggere

Zoom Festival 2014, "Oscillazioni"

oscillazioni3Inaugura il 3 novembre la IX edizione di Zoom Festival, intitolata OSCILLAZIONI dal direttore artistico Giancarlo Cauteruccio.
Fino al 11 novembre il festival ospita in 8 giornate 14 giovani formazioni di teatro e danza in cui spiccano due prime nazionali e una performance site-specific e, per la prima volta, uno spettacolo dedicato ai ragazzi.
Zoom, progetto di Teatro Studio Krypton, è realizzato con il contributo di Scandicci Cultura e Regione Toscana, con la collaborazione di Fondazione Toscana Spettacolo per la serata eXpLo.
Questa edizione propone una panoramica sempre aggiornata dell’area della new performing art in cui figurano compagnie toscane insieme a compagnie provenienti da varie regioni italiane e per la prima volta un’artista brasiliano. Continua a leggere

Sul crinale dell'utopia

fotGiovedì 30 ottobre 2014, alle ore 16.30, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi (Firenze, via Cavour 3) verrà presentato il romanzo ‘Sul crinale dell’utopia‘, di Francesco Belluomini (Giuliano Ladolfi Editore). Interventi di Ugo Barlozzetti, Michele Brancale e Paola Lucarini. Letture a cura di Betty Piancastelli. Con loro l’autore che è scrittore, poeta e Presidente del Premio letterario Camaiore. L’appuntamento è promosso dall’associazione ‘Sguardo e Sogno’ e dalla Provincia di Firenze. 

 
 

La trama del libro. In questo romanzo viene narrata la vicenda realmente vissuta dal viareggino Eugenio del Magro, qui rappresentato come Eugenio Del Sarto. La storia parallela, invece, riferita al transcaucasico Fiodor Levskilyj è scaturita dalla penna dell’autore, sebbene ogni riferimento storico e geografico corrispondano alla verità. Il lavoro di Francesco Belluomini non lascia indifferente il lettore che conosce la storia del XX secolo, il secolo erede di una modernità contraddistinta dalla fede cieca nella ragione e nel progresso.
La storia dei protagonisti, che hanno sperimentato le atrocità dei “gulag” sovietici, si pone come paradigma di una esperienza cui nessuna vicenda medioevale può essere paragonata.
“Quali sono i ‘secoli bui’?” ci si può domandare dopo la riflessione suscitata da questo romanzo-documento. “A che punto di barbarie può condurre un’ideologia incapace di confrontarsi con i più elementari diritti umani?”. La lettura del testo, pertanto, si presenta anche come invito a quel senso di apertura intellettuale che permette al presente di far tesoro del passato perché simili “orrori”, sempre in agguato nei momenti di ottenebramento razionale, non si ripetano più.

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Gli scritti sulla pittura di Maria Zambrano

 
dire_lucePresentazione a Firenze di  “Dire Luce” edizione Bur Rizzoli 2014, un libro nel quale la grande scrittrice spagnola si interroga sul significato e la funzione dell’arte e sul suo rapporto con l’uomo e con la sua esistenza. Il libro raccoglie testi, alcuni dei quali nati da incontri effettivi con opere, autori e pittori, viene presentato lunedì 29 settembre, alle ore 17, a palazzo Panciatichi, (Via Cavour, 4).
Alla presentazione intervengono i professori Rosalba de Filippis e Sergio Givone, la curatrice del volume Carmen Del Valle, il saggista Luca Nannipieri e il poeta Davide Rondoni. Continua a leggere

Kentridge, Kosuth, Ruff, Lamelas, Kiefer

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Appuntamenti e Anticipazioni

William Kentridge

Paper Music, A ciné concert
A cineconcert of projections by William Kentridge and music by Philip Miller, 2014
Joanna Dudley voce
Ann Masina voce
Vincenzo Pasquariello pianoforte

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September 11 9pm
Museo Nazionale del Bargello
Via del Proconsolo 4 – Firenze
Tickets: www.firenzesuonacontemporanea.it Continua a leggere

Michelangelo e il Novecento

michelangelo-pietaLa Fondazione Casa Buonarroti di Firenze e la Galleria civica di Modena celebrano la ricorrenza del 450 esimo anniversario della morte di Michelangelo con la mostra “Michelangelo e il Novecento”, evento dedicato alla fortuna della figura e dell’opera dell’artista nel corso del secolo scorso.
L’esposizione apre al pubblico a Firenze dal 18 giugno e a Modena dal 20 giugno 2014, per chiudersi, in entrambe le sedi, a ottobre prossimo.
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Mash Rome Film Fest, Maria Korporal

 
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Dopo il grande successo di pubblico, critica e stampa delle precedenti edizioni, Roma ospita dal 3 al 6 giugno 2014 (Teatro dell’Orologio; serata finale Auditorium dell’Ara Pacis) la terza edizione del MASHROME FILM FEST. Continua a leggere

Davide Bramante "Democracy"

Milano (Il Castello e lo Skyline) 2014 copyNota di Silvana Lazzarino

Gli scatti fotografici di Davide Bramante, artista nato a Siracusa nel 1970, che lavora con i video, le installazioni e la fotografia, sono orientati ad una riflessione sulla società contemporanea costantemente in corsa contro il tempo che allontana e riavvicina ai ricordi. Una società che vede persone muoversi attraverso luoghi e ambienti alla scoperta di nuove realtà che raccontano di, terre e città vicine e lontane, ricche di fascino e cultura, ma anche di tecnologia e progresso immortalate con immagini riprese in successione e in parte sovrapposte a ricostruire un’idea nuova dello stesso luogo in cui passato e futuro si avvicinano. Continua a leggere

Giovanni Agnoloni, "Partita di anime"

 
partita-di-anime-di-giovanni-agnoloni-0Nota di Marino Magliani
Non sapevo cosa significasse spin-off – tanto bene non l’ho capito ancora adesso -, ma durante una presentazione di Partita di anime (Galaad, 2014) [LINK: http://www.galaadedizioni.com/partita-di-anime/], alla libreria Bonardi di Amsterdam mi hanno insegnato che spin-off significa “costola di“… E, nel nostro caso, Partita di anime lo è di Sentieri di notte (Galaad, 2012) (LINK: http://www.galaadedizioni.com/sentieri-di-notte/].
Il libro è composto da due racconti, ambientati in due luoghi diversi, ma le cui atmosfere sembrano nascere dalla stessa sorgente. Una specie di introduzione fa da cerniera e lega le due storie. Un’altra cosa, che avverrà in un futuro neanche troppo lontano, lega a sua volta i racconti: la fine del sistema, ossia la fine dell’era internet. Continua a leggere

"Scrivere lettere è sempre pericoloso"

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Nello scaffale

Elizabeth Bishop | Robert Lowell

Scrivere lettere è sempre pericoloso Corrispondenza 1947-1977 
A cura di Thomas Travisano, Saskia Hamilton, Ottavio Fatica Biblioteca Adelphi 2014, pp. 445

Letteratura nordamericana, Epistolari
Risvolto di copertina

Scritte da due persone sofferte, lacerate, sempre in bilico, ma anche colte, brillanti, geniali, scritte di getto, telegrafiche o più spesso lunghe e a volte lunghissime, riprese nel corso dei giorni, ininterrotte nel­l’arco di un trentennio, attraverso città, stati, continenti (da un quartiere all’altro di New York come da una sponda all’altra dell’Atlantico, da Boston a Key West, da Firenze a Washington, da Rio al Maine), le lettere di questo epistolario tra gli ultimi due grandi poeti americani sono debordanti di vita, allegre e atroci, piene di notizie e umori, pregne d’idee e pettegolezzi, alimentate da argomenti poetici, politici, economici, arricchite di veri e propri racconti. Continua a leggere

Risolto dalla Fisica l'enigma di un'opera di Léger

legerFin dagli inizi degli anni Settanta un quadro acquisito dalla mecenate americana Peggy Guggenheim, attribuito a Fernand Léger, ha suscitato dubbi sulla sua autenticità a seguito di un’affermazione dell’esperto inglese su Léger, Douglas Cooper. Ora arriva la conferma che si tratta di un falso da un gruppo di fisici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha analizzato la tela col metodo del radiocarbonio, sfruttando un’idea innovativa.
Dopo decenni in cui storici, critici, studiosi ed esperti non hanno saputo esprimersi sullo status dell’opera, che non è stata mai esposta da quando la Fondazione Solomon R. Guggenheim ha assunto responsabilità per la collezione e mai pubblicata sui suoi cataloghi, oggi finalmente l’enigma è stato risolto grazie a un acceleratore di particelle. I ricercatori hanno misurato la concentrazione di radiocarbonio in un piccolo frammento della tela non dipinta di un’opera che si presumeva appartenere alla serie “Contraste de Formes”, realizzata tra il 1913 e il 1914, e hanno poi messo i risultati in relazione con il cosiddetto “bomb peak”. Grazie a questa comparazione, sfruttata per la prima volta per valutare l’autenticità di un quadro, si è concluso con assoluta certezza che la tela su cui è stato dipinto il quadro è posteriore al 1959, dunque successiva di almeno 4 anni alla morte del pittore francese (1955). Continua a leggere

Enzo Cucchi, "Cosmogonia"

enzo-cucchiEnzo CucchiCosmogonia“, Galleria Poggiali e Forconi Via della Scala, 35/A 50123 – Firenze
Nota di Lettura di Silvana Lazzarino

Per soffermarsi ed entrare nei molteplici aspetti della realtà visibile e immaginaria dove abitano presenze legate alla memoria tra mito e storia, all’attualità tra spazi naturali e contesti quotidiani basta cogliere la molteplicità di sensazioni e l’energia che scaturiscono dall’opera di Enzo Cucchi. Il pensiero di Cucchi, (Morro d’Alba, Ancona, 1949) esponente di spicco della “Transavanguardia” insieme a Francesco Clemente, Sandro Chia, Mimmo Paladino e Nicola De Maria, movimento nato alla fine degli anni Settanta e coniato nel 1979 dal critico d’arte Achille Bonito Oliva, si rivolge ad un’indagine Continua a leggere

I "Canti Orfici" cent'anni dopo

 
campana_foto[…] “venuto l’inverno andavo a Firenze al Lacerba a trovare Papini che conoscevo di nome. Lui si fece dare il mio manoscritto (non avevo che quello) e me lo restituì il giorno dopo e in un caffè mi disse che non era tutto quello che si aspettava ma che era ‘molto molto’ bene e mi invitò alle Giubbe rosse per la sera… per tre o quattro giorni andò avanti poi Papini mi disse che gli rendessi il manoscritto ed altre cose che avevo, che l’avrebbe stampato. Ma non lo stampò. Io partii non avendo più soldi (dormivo all’asilo notturno ed era il giorno che facevano le puttane sul palcoscenico alla serata futurista incassando cinque o seimila lire) e poi seppi che il manoscritto era passato in mano di Soffici. Scrissi 5 o 6 volte inutilmente per averlo e mi decisi di riscriverlo a memoria…”
Dino Campana (1913) Continua a leggere

La street art invade Piazza del Duomo a Firenze

Piazza Duomo a Firenze da oggi diventa teatro di una performance artistica unica nel suo genere.
Il grande spazio 10x7m riservato alle affissioni pubblicitarie diventa una enorme tela, dove 3 artisti realizzeranno un’opera di street art ‘live’, sotto gli occhi dei fiorentini e dei turisti, con una performance che li vedrà cimentarsi in acrobatiche evoluzioni a oltre 10 metri da terra. Per la realizzazione dell’opera verranno utilizzati oltre 500 spray di tutte le sfumature di colori e diverse piattaforme aeree.

Iniziata questa notte, verrà completata nella notte tra il 3 e il 4 settembre. Da mezzanotte alle sei del mattino la notte fiorentina sarà animata da una performance unica, mai realizzata prima in un centro storico italiano. Continua a leggere