Jean-Charles Vegliante, “Variazioni italiane”

Jean-Charles Vegliante

Stamane ancora, Dio, Grande
Madre, o chi altro, Coniglio
scorticato, supplice vi supplico
scordatevi di noi – spregevoli
e lassi di subire, di contemplare
l’inutile beltà, di aver
male, non avete di meglio
da fare? –
tra di voi nella corte del cielo?

Non bruciate il mio corpo, tanto non servirebbe
nemmeno (insufficiente) a scaldare una
famiglia acquattata là sotto il muro – lasciate
il mio rompimento, le mie ossa lenirsi miste
all’umida terra al fieno magro da concime,
convertire i miei atomi in fiori vapore…

Chi dice di no

Crede di sentire tra la musica di fondo
sinistro del gioco ove si contorce la sua infanzia
qualcosa che ripete in ciclo continuo I love you love
e for ever e ancora in un lampo
che torna e torna per un rimuginare
senza scampo per l’altro che lo spaventa,
scoppio di risa così lontano che gli pare
non dover finire se non con le ultime dee.
Perché avresti quasi voglia di piangere,
perché non parti in quelle false guerre
al mondo, a tutte quelle che delusero l’attesa
in cui eri interamente facile preda
e uomo fragile erto di fronte al cielo?
perché non puoi ammettere ciò che ci sottomette? Continua a leggere

“Quell’ibrido oggetto di gesti e di parole”

di Pierrette Lavancy

Accademia delle Tecniche Conversazionali. Sabato 26 maggio 2018 alle ore 16, a Milano, Palazzo Cusani (ingresso da via del Carmine 8) si terrà il Seminario: “Quell’ibrido oggetto di gesti e di parole”.

Questo titolo ha suscitato perplessità in alcuni Accademici, che ci hanno chiesto chiarimenti.

Proviamo quindi a fornirne qui una definizione, necessariamente provvisoria.

L’oggetto ibrido di parola e di gesti è prima di tutto l’intervento del terapeuta il quale, sull’oggetto parola, che rappresenta la sua modalità relazionale originaria pura, innesta l’oggetto del gesto o dell’azione o altri oggetti non verbali, producendo un incrocio, una commistione, una contaminazione, un ibrido appunto. L’esempio è quella della automobile ibrida, che sul motore alimentato a benzina innesta un motore alimentato a elettricità. Un altro esempio è quello del cyborg, che deriva dall’innesto, dal trapianto, su un individuo umano di arti o organi sintetici, allo scopo di estendere le funzioni dell’organismo umano di partenza, come è il caso di una valvola mitralica meccanica.

Un altro esempio è quello di Gesù che, slittato dentro il povero barbone, dice: «Vattene, spirito immondo!» e al contempo alza il braccio indicando il punto di fuga. Tornando alla situazione terapeutica, l’oggetto ibrido di gesti e di parole è il modo come il terapeuta cerca di cacciare l’anima estranea slittata dentro il suo paziente.

Il nostro nuovo seminario si situa quindi nella continuità con il seminario precedente dedicato allo “Slittamento d’anima”. Gli atti del quale sono pubblicati nella nostra rivista, «Tecniche delle conversazioni», numero 1/18, che verrà distribuita gratuitamente ai partecipanti. Quanto al programma, abbiamo previsto l’ordine seguente delle relazioni:

Rita Erica Fioravanzo parlerà del contrasto della fascinazione del trauma attraverso il gesto che conduce allo straniamento;

Patrizia Vetuli parlerà del tema dell’anima posseduta dall’amante;

Mariapia Bobbioni parlerà dello slittamento dell’anima attraverso l’abito-corpo.
Giampaolo Lai parlerà della mesmerizzazione come sintomo ubiquitario dello slittamento d’anima

Giorgio Maffi sta preparando invece un ampio studio sugli slittamenti d’anima tra i personaggi principali, Ippolita Sanzio e Giorgio Aurispa, de Il trionfo della morte, di Gabriele D’Annunzio.

Tutte le persone interessate a partecipare all’evento, devono iscriversi mandando una mail all’indirizzo info@tecnicheconversazionali.it.

Davide Rondoni, le cinquanta poesie che accendono la vita

“Questo libro non è una antologia. Non è nemmeno un vero e proprio libro di poesie. La poesia, del resto, non è mai stata una faccenda di libri. L’hanno fatta passare per una cosa di libri solo di recente, e hanno sbagliato. Lei infatti non ci sta. Con grave scorno di editori, professori e letterati.”

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La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma diventa anche un Museo

spazio900Giornate internazionali di studio
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Mercoledì 16 e Giovedì 17 Novembre 2016

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Le Biblioteche anche come Musei: dal Rinascimento ad oggi

Negli ultimi decenni, grazie ad una mirata politica d’incremento dei suoi fondi, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha sempre più assunto la connotazione di archivio di raccolte degli autori contemporanei: è nata da qui l’idea di realizzare un vero e proprio museo della letteratura del Novecento, l’area espositiva permanente Spazi900, ideata e progettata dal Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma Andrea De Pasquale, inaugurata il 10 febbraio 2015 alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini. Continua a leggere

Jean-Charles Vegliante, “Pensiero del niente”

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Dalla Prefazione di Maurizio Cucchi

Nel 2004 Giovanni Raboni traduceva per Einaudi un primo libro importante di Jean-Charles Vegliante “Nel lutto della luce” e definiva l’autore “un poeta che viene da una grande tradizione come quella francese, ma anche, contemporaneamente, da una Continua a leggere

“Parole spalancate”, Festival Internazionale di Poesia

Parole spalancate Dal 1995 il Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate”, la grande e prestigiosa manifestazione italiana dedicata alla poesia in tutte le sue forme, attira ogni anno nel capoluogo ligure i più importanti poeti del mondo e una folla di appassionati.

In questi anni hanno partecipato oltre 1000 poeti e artisti tra i quali i premi Nobel Walcott, Milosz, Soyinka e Coetzee e artisti come Lou Reed, Ferlinghetti, Adonis, Albertazzi, Bergonzoni, Foà, Vecchioni, Luzi, Zavoli, Benni, Jodorowsky, Tony Harrison, Ben Jelloun, Darwish, Sanguineti, Caparezza, Maraini, Capossela, Alvaro Mutis, Montalban, Juan Gelman e molti altri. Continua a leggere

Elio Pecora

elio_pecora_dino_ignani(Elio Pecora fotografato da Dino Ignani)

Da un’idea di Luigia Sorrentino
a cura di Fabrizio Fantoni

La scrittura, ? Quando sono cominciate e da che? L’ho raccontato più volte a scolaresche curiose, ad amici e lettori insistenti. Certo tutto cominciò dalle poesie imparate a memoria nelle prime classi elementari ( tante e di qualità in quei miei primi anni) e più esattamente dal silenzio e dall’attenzione che si facevano intorno a quelle parole: che sonavano esatte e necessarie, come in uno spartito musicale. (E il canto di mia madre era già per me ebbrezza e malinconia: un canto insieme avvolgente e misterioso. ) Continua a leggere

Fabio Jermini, “Intervallo e fine”- Commento a una sezione di “Somiglianze” di Milo De Angelis

 
fabio_jermini_okNOTA DI FABIO JERMINI

Il libro nasce come approfondimento della mia tesi di laurea, che era già un commento a un nucleo di poesie della raccolta Somiglianze, discussa all’Università di Ginevra il 13 febbraio 2013, davanti al prof. Roberto Leporatti (direttore di tesi) e a Francesca Latini (giurata d’esame).
Sin dal liceo ero affascinato dalla poesia; amavo particolarmente Dante, Ariosto, Parini, D’Annunzio, Verlaine e Apollinaire. Ho scoperto De Angelis – assieme a molti altri – il primo anno di università, durante un seminario tenuto da un altro poeta, Fabio Pusterla. Dopo aver letto la poesia Due nelle forze, colpito dalla forza e dal lato enigmatico di quel tipo di poesia, “piana a intendere” sul piano morfologico, ambigua su quello sintattico, criptico su quello semantico, scelsi di lavorare su De Angelis, per il mio lavoro seminariale. Continua a leggere

Corrado Bagnoli, “Casa di vetro”

corrado-bagnoli-casa-di-vetro-prefazione-di-davide-rondoni-7Dalla prefazione di Davide Rondoni

La poesia che racconta è in Italia, e non da oggi, una presenza importante. Il raccontare della poesia naturalmente è diverso da quello della prosa. Ma come il poetare fa parte della natura umana – con la lingua che si movimenta e accende per mettere a fuoco la vita – così il narrare fa parte del nostro essere, come custodia del vivente nelle parole. E dunque da una grande tradizione di poesia narrante – lo è la Commedia e lo sono più esplicitamente gli Ariosto, i Tasso, i Foscolo, ma anche in vari momenti, Leopardi, Manzoni, Pascoli, D’Annunzio su fino al Novecento di tanti poemi integri o lampeggianti, da Campana a Rebora, da Bertolucci a Testori, dalle narrazioni frante di Caproni a quelle di tanti contemporanei – vengono anche questi versi di Bagnoli, che di poesia narrante ha fatto compito e destino. Continua a leggere

Alberto Arbasino, "Ritratti italiani"

 
alberto_arbasinoDal Risvolto di copertina
«Dalla A di Gianni Agnelli alla Z di Federico Zeri, alcune decine di conversazioni, interviste, dialoghi, e magari anche chiacchiere, con illustri contemporanei quali Roberto Longhi, Aldo Palazzeschi, Giovanni Comisso, Mario Soldati, Cesare Brandi, Federico Fellini, Luciano Anceschi, Luchino Visconti, Alberto Moravia. E notevolissimi coetanei, o quasi – da Calvino e Testori e Pasolini, a Parise e Manganelli e Berio –, coi quali ci si ripromettevano lunghe polemiche anziane davanti a un bel camino acceso, con vino rosso e castagne e magari cognac. Invece, la storia girò diversamente. E così, oltre ad alcuni coetanei vitali e viventi, eccoci qui con care e bizzarre memorie evidentemente prenatali: Dossi, Tessa, Puccini, D’An­nun­zio, e la mia concittadina vogherese Carolina Invernizio, nonna o bisnonna di mezza Italia letteraria».
Alberto Arbasino
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Alberto Arbasino “Ritratti italiani”, Adelphi 2014
 

Le poesie e le utopie di D'annunzio secondo Pozzani

pozzani
SABATO 1 MARZO ALLE ORE 17.30 al Museo del Risorgimento (Via Lomellini 11 – Genova), avrà luogo il reading di Claudio Pozzani “IL VENTO SCRIVE – GABRIELE D’ANNUNZIO E DINTORNI”. Ingresso libero.
Di D’Annunzio, Pozzani (nel ritratto di Dino Ignai) leggerà poesie, brani di romanzi, documenti, soffermandosi anche sull’impresa di Fiume, che rappresentò il primo esempio di “immaginazione al potere”, salutato con entusiasmo sia dai Dadaisti di Berlino che dai Futuristi di Marinetti e con una carta costituzionale rivoluzionaria. Continua a leggere

Il Novecento letterario approda alla Gnam

Appuntamento

Da domani 28 febbraio 2013, al 29 settembre prossimo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma sarà in esposizione il Novecento letterario romano raccontato attraverso le opere d’arte, le riviste, i libri e un apposito apparato multimediale. E’ la mostra ‘Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il Novecento romano’, a cura di Federica Pirani, Gloria Raimondi, Maria Catalano. Continua a leggere

Simona Costa è il nuovo presidente del Viareggio-Repaci

La professoressa Simona Costa è il nuovo presidente della giuria del premio letterario Viareggio Repaci, dopo le dimissioni di Rosanna Bettarini, che rimarrà comunque tra i giurati. La designazione è avvenuta oggi: domani, salvo ripensamenti, sarà ufficializzata.

Nata a Genova e laureata a Firenze con Lanfranco Caretti, è professore ordinario di Letteratura italiana, all’università Roma Tre dove tiene la cattedra di letteratura italiana contemporanea.

Ha insegnato negli atenei di Sassari, Trieste, Macerata. Qui è stata anche Preside della Facoltà di Lettere e filosofia e coordinatrice della Cattedra leopardiana. Attualmente, secondo quanto riporta il sito ufficiale del premio, “è membro del Consiglio Universitario Nazionale”. Continua a leggere

Scrittori italiani ‘stroncati’… da se stessi

Vi segnalo una iniziativa interessante di Gian Paolo Serino (nella foto) “Scrittori stroncati da scrittori (se medesimi)” inaugurata oggi  sul sito Satisfiction.

Ecco quanto scrive Serino: “Alcuni tra i maggiori scrittori italiani hanno deciso di stroncarsi. Non la carriera, per quello c’è sempre tempo, ma il loro ultimo romanzo. Con feroce ironia hanno deciso di guardarsi allo specchio e riflettere sulla propria opera.

Lontano dalle passerelle di carta, dai confessionali televisivi e dai tinelli catodici dei nostri pomeriggi postmoderni (dove tutto più che vero sembra ormai diventato ‘Verissimo’) l’onestà intellettuale è l’ultima speranza che rimane alla letteratura per diventare non eco, ma Voce.

‘Scrittori stroncati da scrittori’, che nel titolo ricorda la collana Einaudi ‘scrittori tradotti da scrittori’, vuole evidenziare come gli scrittori contemporanei abbiano ormai i dovere non solo di riflettere, ma anche di riflettersi. Continua a leggere

Gabriele D’Annunzio e Alessandra Starabba di Rudinì

Alessandra Starabba di Rudinì . D’Annunzio la definì un’amazzone. Terminò la sua vita nel convento delle carmelitane di Firenze con il nome di suor Maria di Gesù.

“Perdonami, cara amica Alessandra. Brucio due lettere folli che vi avevo scritte, le brucio con due granelli d’incenso. La stanchezza dopo uno sforzo cerebrale durato molti mesi, la natività di un sentimento così nuovo, la malinconia del tempo, la serenità della solitudine pongono il mio spirito in uno stato indicibile d’ebrezza tormentosa. E non voglio troppo turbarvi. Brucio le parole: fiamma nella fiamma. Perdonatemi”. Continua a leggere

Tomaso Kemeny, poesia per i giovani

Continua l’impegno della Casa della Poesia di Milano, con un secondo ciclo di incontri dedicati a un pubblico giovane. Sarà Tomaso Kemeny, vicepresidente della Casa della Poesia a tenere le tre lezioni nel mese di Maggio.  Lunedì 2 maggio 2011 dalle 17.00 e fino alle 18.30, Poesia per i giovani – Kemeny 1/3, a cura di Tomaso Kemeny (Casa Merini, via magolfa 32, Milano).

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