Allegra Hicks, “La geografia dell’anima”

La galleria delle arti contemporanee Intragallery è lieta di ospitare nei suoi spazi espositivi di Napoli la mostra La geografia dell’anima, personale di Allegra Hicks, con testo critico di Mario Codognato, venerdì 24 novembre 2017, dalle 19.00 alle 21.00

Allegra Hicks, torinese di nascita, londinese d’adozione, napoletana nell’anima, ha studiato design a Milano e alla Parsons School di New York.
Designer di fama internazionale, sono molto noti i suoi tessuti e oggetti d’arredo, caratterizzati dal suo personale linguaggio simbolico, ispirato alla natura.

Continua a leggere

Alla Certosa di Padula Vanessa Beecroft

Vanessa Beecroft | vb74, 2014 | vb74.fs.pol.342 | Maxxi Museum, Roma, Italy ©Vanessa Beecroft 2017 | photo: Federico Spadoni

Venerdì 14 Luglio 2017, dalle 19 alle 22, negli spazi interni ed esterni della Certosa di San Lorenzo a Padula, avrà luogo la performance dell’artista Vanessa Beecroft, VB82.
All’interno della Certosa, nella sala del Refettorio, un lungo tavolo inclinato è al centro della stanza. I 13 personaggi maschili, tra cui alcuni abitanti del luogo, rimandano alla figura di Gesù: nudi, indossano soltanto un velo bianco. Hanno capelli e barbe lunghe e rappresentano il tradizionale Gesù bianco come raffigurato in film e dipinti.
La performance durerà due ore, subito dopo gli abitanti della cittadina nei pressi della Certosa saranno invitati ad una processione illuminata da torce in un percorso che li porterà all’interno della Certosa. All’entrata sarà dato ad ognuno un lungo vestito bianco da indossare e tutti saranno poi invitati ad occupare lo spazio del cortile principale. La performance sarà fotografata e filmata.

La Certosa di Padula è un monastero Certosino, il più grande d’Italia, situato nella città di Padula, nel Parco Nazionale del Cilento. Fondato il 27 Aprile del 1306 da Tommaso San Severino sul luogo nel quale sorgeva un antico monastero, è dedicato a San Lorenzo. La sua struttura architettonica vuole ispirarsi alla griglia di metallo sulla quale il Santo fu bruciato vivo.

Il progetto, che fa parte della mostra Il cammino delle Certose, è patrocinato dalla Regione Campania (Assessorato ai Beni Culturali e Turismo), con il supporto del MiBACT – Polo Museale della Campania – ed è prodotto da Art+Vibes in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. Continua a leggere

Cy Twombly, Photographer

 

CY_TWOMBLY

Inaugurazione mostra
Cy Twombly, Photographer
Incontro con Sally Mann

AMERICAN ACADEMY IN ROME
Via Angelo Masina, 5 – Roma
Mercoledì 7 ottobre 2015
dalle ore 18,00 alle 21,00
Sala Conferenze
Galleria Roma.

La mostra propone per la prima volta in Italia una retrospettiva dedicata alle fotografie del celebre artista americano Cy Twombly realizzate nel corso di oltre cinquanta anni. Noto prevalentemente per i suoi dipinti e sculture, Twombly trovò nella fotografia un mezzo ugualmente adatto alla sua riflessione poetica. L’archivio fotografico conservato dalla Fondazione Nicola Del Roscio, dal quale è tratta la selezione esposta in questa mostra, offre una prospettiva unica sugli svariati interessi e sulla carriera imperniata sulle due sponde dell’oceano di uno dei più rispettati artisti del XX secolo. Continua a leggere

A “Notti d’autore” Elisabetta Catalano

Elisabetta Catalano, fotografa ritrattista, è l’artista protagonista della puntata del 28 marzo 2013 di “Notti d’autore”, il programma ideato e condotto da Luigia Sorrentino e in onda la notte tra il mercoledì e il giovedì alle 0:30 su Radio1. Elisabetta Catalano è nata a Roma dove tuttora vive, da madre napoletana e da padre pugliese. Ha fotografato dagli anni Settanta a oggi, i protagonisti del mondo della cultura, del cinema, della letteratura e dell’arte italiana e internazionale. Achille Bonito Oliva ha scritto di Elisabetta Catalano:”Se l’arte mette a nudo l’umanità, Elisabetta Catalano corre ai ripari con la sua fotografia e le fa indossare una corazza stilistica”.  Una delle sue foto più famose è il ritratto di Alberto Moravia che lo scrittore aveva scelto come il ritratto della propria vita, riconoscendosi in esso a tal punto da utilizzarlo per più di trenta anni, sulle copertine dei libri che pubblicava. Elisabetta Catalano ha ritratto più volte Moravia, eppure, in ogni fotografia la sua creatività ha plasmato una quotidianità diversa dello scrittore che tutti conosciamo per le cose che ha scritto.

L’ AUDIO DELL’INTERVISTA A ELISABETTA CATALANO di Luigia Sorrentino


Continua a leggere

Indice dei luoghi. Poesie da viaggio (e d’amore)

Appuntamento

Domenica 24 marzo si presenta a Cefalù (Palermo), al Caffè Letterario “La Galleria”, in via XXV Novembre- Via Mandralisca, alle ore 17,30, il libro di Enzo Rega, Indice dei luoghi. Poesie da viaggio (e d’amore), Laceno Edizioni (Atripalda, AV, 2012, prefazione di Armando Saveriano; postfazione Di Pasquale Gerardo Santella). Continua a leggere

L’adorazione dei magi di Leonardo ‘gravemente ammalato’

E’ la conservazione del supporto in legno, costituito da dieci assi di pioppo non eccelso, il problema più grave per “L’Adorazione dei Magi” di Leonardo da
Vinci, il capolavoro degli Uffizi rimasto incompiuto,  ‘ricoverato’ ora all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per essere sottoposto a restauro. Lo afferma Marco Ciatti, soprintendente dello stesso Opificio, il più famoso laboratorio per curare i quadri.

Nel corso dei secoli il supporto ligneo, ha spiegato Ciatti, “ha cercato di incurvarsi, ma, incontrando il contrasto rigido della traversa centrale, si è aperto con una serie di pericolose fenditure che arrivano subito al di sotto degli strati pittorici e che, in alcune zone, hanno già prodotto rotture sulla superficie”. Questo fenomeno è ancora in atto e la pittura sui due lati di ogni fenditura è “sottoposta a un processo di compressione che a lungo andare può causare delle cadute di colore”. Continua a leggere

Shay Frisch, campo 100535 B/N & video

Arte e Poesia
a cura di Luigia Sorrentino

Shay Frisch, artista israeliano, è alla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma con la sua installazione “Campo 100535 B/N”. La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva, è aperta al pubblico fino al 27 gennaio 2013.

E’ il Nuovo Prometeo, Shay Frisch, artista israeliano, in mostra con una propria personale alla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. Il titolo della mostra a cura di Achille Bonito Oliva è “campo centomila cinquecento trentacinque Bi barra Enne” e si snoda in quattro differenti sale.

Il lavoro di Shay Frisch consiste nella creazione di campi elettrici e nella loro interazione con lo spazio. Il campo è generato dall’assemblaggio di centinaia di moduli, normali conduttori di corrente elettrica, attraverso i quali passa l’energia che si fa forma.

Visitando questi Campi di Shay Frisch si incontra una ‘zona fredda’, nella quale si raccolgono poetiche che sembrano prescindere dal livello soggettivo ed emotivo. Lo spettatore si trova alla frontiera tra i visibile e l’invisibile. Protagonisti sono i flussi energetici, che si moltiplicano fino a raggiungere una dimensione ambientale.

VIDEO- INTERVISTA DI LUIGIA SORRENTINO

Ruggero Savinio, “Percorsi della figura”

C’è tempo fino al 27 maggio 2012, per visitare a Roma la mostra alla Galleria nazionale d’arte moderna “Ruggero Savinio. Percorsi della figura“, a cura di Mariastella Margozzi con Sabina D’Angelosante
promossa dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

Ruggero Savinio (Torino, 1934) è da sempre pittore di figura. Ma è anche un raffinato scrittore, che mantiene fede alla trasmissione familiare dei saperi e delle abilità: da Alberto Savinio e da Giorgio de Chirico ha ereditato, infatti, la sapienza della vera cultura e la consapevolezza del mestiere di artista. Questo spiega perché non ci sia soluzione di continuità tra il suo fare pittura e il suo essere scrittore. Continua a leggere

Il trittico del Beato Angelico torna a Palazzo Corsini

Il capolavoro realizzato dal Beato Angelico intorno alla metà del XV secolo, torna a Palazzo Corsini, sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica, dopo essere stato oggetto di un restauro durato circa un anno e mezzo.

Il dipinto su tavola, in cui sono raffigurati l’Ascensione, il Giudizio Universale e la Pentecoste, entrò a far parte della Collezione Corsini nel XVIII secolo, come dono per il cardinale Lorenzo Corsini, futuro Papa Clemente XII. Continua a leggere

Yifat Bezalel, “Sought City”

Arte e poesia
a cura di Luighia Sorrentino
—-
Dal progetto About Paper. Israeli Contemporary Art, a cura di Giorgia CalòMaya Attoun, Hilla Ben Ari, Yifat Bezalel, Maya Zack, Etti Abergel, Yael Balaban, Ofri Cnaani

—-

Inaugurazione mostra: lunedì 12 marzo 2012, ore 18.00
.
Galleria Marie-Laure Fleisch | Vicolo Sforza Cesarini 3A | RomaDal 12 marzo al 12 maggio 2012.
.
Lunedì 12 marzo 2012, la galleria Marie-Laure Fleisch di Roma presenta la mostra personale di Yifat Bezalel dal titolo Sought City. Continua a leggere

Arte, sostantivo femminile

In occasione della festa della donna “La donna nell’Arte”. Maria Vittoria Marini Clarelli, Sopraintendente alla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea e Angelo Bucarelli, Presidente dell’Associazione Amici dell’Arte Moderna a Villa Giulia, invitano a partecipare a “ARTE: SOSTANTIVO FEMMINILE”  un omaggio alle donne che hanno fatto dell’arte un impegno di vita al di là di ogni pregiudizio:
Caterina Cardona, Alessandra Cerasi Barillari, Saveria Dandini, Tiziana Luxardo, Cinzia Malvini, Marianna Masciolini, Federica Mannarella, Caterina Silveri, Rossella Liperoti, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Brevi letture di testi di Valeria Palumbo.

L’appuntamento è per domenica 4 marzo 2012, alle 16:30, alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Salone dell’Ercole, Roma, Viale delle Belle Arti, 131. Una buona occasione per visitare la Galleria…

Arte e Poesia, Drawings by Two

Mercoledì 25 maggio 2011, dalle ore 18.00, la Galleria Marie-Laure Fleisch inaugura la mostra di Marco Bongiorni e Sergio Breviario dal titolo Drawings by Two, a cura di Ludovico Pratesi.
Nel Rinascimento il disegno era considerato fondamentale per la formazione di un artista, che imparava fin da giovanissimo a relazionarsi con i principali generi della pittura, dal ritratto alla natura morta, attraverso un esercizio continuo e quasi ossessivo di una tecnica indispensabile per il mestiere. Oggi, in un clima libero ed aperto, dominato da un eclettismo che sembra non avere più né regole né limiti, qual è il senso e il valore del disegno come linguaggio espressivo primario per gli artisti italiani delle ultime generazioni?

Parte da questa domanda la mostra pensata da Ludovico Pratesi. Drawings by Two si propone infatti di indagare la pratica del disegno come strumento di percezione ed esplorazione della realtà nelle ricerche di due artisti che vivono e lavorano a Milano: Marco Bongiorni (Milano, 1981) e Sergio Breviario (Bergamo 1974). Continua a leggere

Michele Melotta, il mondo interiore

“De Forma” è il titolo della personale di Michele Melotta, a cura di Fabrizio D’Amico. A Roma dal 20 ottobre 2010 alla “Diagonale”, la Galleria di Luca Bellocchi. In esposizione 25 sculture in bronzo e 13 sculture in gesso dell’artista.

La densa memoria
“È un mondo segreto e ansioso, quello che Michele Melotta mette in figura: da anni, da decenni chiuso in un suo bozzolo, ripiegato in sé, geloso del proprio silenzio, della propria appartatezza. Non sono valse, a spezzare quel silenzio – tranne che in casi rari e distanti – le episodiche sollecitazioni che ha ricevuto a mostrare il suo lavoro: sollecitazioni che egli ha di volta in volta ricevuto a Roma, dove vive e lavora. Né è venuta per caso questa solitudine a tutto tetragona: che inerisce nel profondo non solo al suo animo, ma alla forma della sua scultura, com’essa oggi finalmente si svela in questa mostra sorprendente. Ha memorie dense, Melotta. Troppe, forse, per poter reggere sulle sue spalle quel carico senza tremarne. Giacometti, e Leoncillo: ma anche più in là, ricorda: fino a Matisse, fino a Medardo, fino a Rodin, cui sembra aver rubato la digitazione veloce ed eccitata sul gesso, sul bronzo. “Non posso simultaneamente vedere gli occhi, le mani, i piedi della persona che sta a due o tre metri da me, ma quell’unica parte che guardo trascina con sé la sensazione dell’esistenza del tutto”, ha scritto Giacometti nel 1960. La “parte per il tutto” era stato per lui un limen di verità – non semplicemente un divertissement surrealista – almeno dal ’47 (La main), e a quella soglia era sovente tornato: ne La jambe, bronzo fuso nel ’58, ad esempio. Melotta ricorda quell’ansia di verità di Giacometti, nei suoi torsi mutili, nei suoi corpi acefali, nelle sue gambe appoggiate in precario equilibrio, come stessero per spiccare il balzo da un trampolino. Assieme, ascolta la lezione di Leoncillo, il suo ostinato prendere distanza dal demone tentante dell’ “astratto”, il suo voler cercare sempre la “figura”, il suo intendere la materia non come nume intoccabile, ma come ansa dove lasciare una nuda impronta di sé (“voglio la tua orma, quella dei tuoi anni, dei tuoi patimenti, della tua storia, di quello che ti è accaduto e che senti oggi”, annotava Leoncillo nel 1958 nel suo Piccolo diario, rammentando un incontro di pochi giorni avanti con Toti Scialoja, e un dialogo accaldato con l’amico, denso di pensiero e di conflitti). Credo che le radici di Melotta siano in quegli anni oggi lontani e densi di esiti straordinari; che egli cerchi ancora adesso in quel clima che vedeva spegnersi l’orgoglio della matericità informel, e dell’espressionismo astratto, e a tentoni scavava in una coltre di cenere per trovare nella materia un luogo, soltanto, per lasciar traccia di sé, testimonianza delle proprie speranze, della propria esistenza.

Del corpo, nel suo lavoro, Melotta ha fatto misura per ogni suo gesto formatore: somigliano a corpi infatti i gessi riuniti oggi in una magica sala della “Diagonale”. Corpi esili, diafani, sussurrati nell’aria, quasi. Non so se Melotta li costruisca con la spatola, o lasci soltanto gocciare, con la mano, il gesso su altro gesso, appena rappreso: certo che essi sfiorano l’imponderabilità, la trasparenza. Si allungano filiformi accanto al muro, quei corpi snudati di peso, da cui poi appena divaricano, flettendosi in inchini; sorridono allora, forse, alla luce che qua e là li svela, esaltando il loro biancore. Si confessano innocenti, nonostante la vita che hanno alle spalle; anche se poi, quando qualcuno d’essi sarà trasposto in bronzo, il grumo di materia da cui nascono e dal quale non vorranno separarsi li trascinerà a significare altro, e opposto, dolore: come intrisi adesso, nel nuovo materiale, di una vita gremita e pesante, non più di un sogno leggero, impalpabile. Nel nero di cui ricopre sovente i suoi bronzi, Melotta figura l’esistenza: dal grumo d’essa originario e indifferenziato – quasi un’oscura nascenza – degli Studi per zampa d’elefante, alle immagini forti, simboliche e drammatiche, delle Menadi, alla teoria delle Figure: torsi acefali e privi degli arti superiori che si dispongono adesso in sequenza ottusa, paratattica, alterna solo all’ombra di sé che proiettano sul muro retrostante. Rigorosamente frontali, aliene dall’intento di testimoniare la ‘bravura’ della mano che ne ha alzato le sagome trepide (e del pari lontanissime – ovviamente – da ogni ambizione monumentale), queste Figure – spoglie, immote, silenti – attestano solo la vita che è trascorsa: impronte sulla rena dell’esistenza; impronte – come voleva Scialoja – che serbano, nel loro breve e lento mutare, memoria di quanto è stato pensato, sofferto, vissuto.”
di Fabrizio D’Amico
.

Michele Melotta è nato a Cerreto Sannita (Benevento).
Si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Vive e lavora a Roma. 

 

DIAGONALE GALLERIA
Via in Caterina 83/c (angolo via Giulia)
00186 Roma
tel. +390668300482 – 3334559125
ladiagonale@ladiagonale.it
www.ladiagonale.it
Orari: martedì – sabato 16 – 20