Franco Buffoni vince la Prima Edizione del Premio Poesia Città di Fiumicino

 

buffoni

La giuria tecnica composta da Brunella AntomariniMilo De AngelisFabrizio FantoniLuigia Sorrentino e Emanuele Trevi, coadiuvata dal Comitato d’onore, composto da Tommaso Cerno e Vittorio Sgarbi, ha conferito il Primo Premio Poesia Città di Fiumicino 2015, al poeta Franco Buffoni e alla sua opera:  “Jucci” (Mondadori, 2014).

Al secondo posto, Silvia Bre, con: “La fine di quest’arte”, (Einaudi, 2015). Terzo posto a Roberto Deidier, con “Solstizio”, (Mondadori, 2014). Quarto, Tommaso Di Dio, il più giovane dei poeti che hanno partecipato al premio, con “Tua e di tutti”,  (LietoColle, Pordenonelegge, 2014), risultato il più gradito “per acclamazione” dal pubblico che però non ha avuto diritto di voto.  Al quinto posto, Vladimir D’amora, con la sua opera prima “pornogrammia”, pubblicata da uno dei più famosi galleristi d’Italia, Emilio Mazzoli, (Edizioni Galleria Mazzoli, 2015).

Il Premio alla Carriera è stato consegnato al poeta Valentino Zeichen.

 

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Maria Luisa Spaziani, Poesie 1954-2006

Per il ciclo “Interviste possibili”, Elio Pecora incontra Maria Luisa Spaziani, a partire dal libro Poesie (1954-2006), Oscar Mondadori (euro 10,00) appena uscito nelle librerie.

Nella foto, Maria Luisa Spaziani ritratta da Dino Ignani.

L’appuntamento è per martedi 29 marzo alle 18:00 al Centro Culturale Bibli (Via dei Fienaroli, 28 ) a Roma.

“Tesa fra i due opposti fuochi del visibile e del visionario, del quotidiano e del metafisico, la poesia di Maria Luisa Spaziani si è affermata nel corso di più di mezzo secolo (dalle Acque del sabato, del 1954, fino a oggi) come una delle esperienze più alte, coerenti eppure internamente sfaccettate del Novecento poetico italiano e oltre. Dopo l’esordio, illuminato dalla parola pura simbolista ed ermetica, la Spaziani si è mossa alla conquista di un’originale misura, capace di ridare spessore alle occasioni e agli oggetti, mantenendoli tuttavia nella tensione rivelatrice di una lingua nitida, cristallina e potente. Da Utilità della memoria (1966) a Transito con catene (1977), da Geometria del disordine (1981) a I fasti dell’ortica (1996), da La traversata dell’Oasi (2002) a La luna è già alta (2006), è il disegno misericordioso della vita, nel suo moto inesausto di grazia e miracoloso ricominciamento, a occupare la voce dell’autrice, giunta con le ultime raccolte a declinare in versi una personalissima e assai femminile sapienza del cuore. Questa autoantologia, riproponendo libri ormai introvabili e disegnando all’interno dell’opera un inedito itinerario d’autore, si presenta come suggestiva ed autorevole sintesi della sua intera produzione poetica.”
(dalla quarta di copertina) Continua a leggere