Patrizia Cavalli, video-intervista

Avete letto quel bellissimo poemetto di Patrizia Cavalli che si intitola ‘La Patria’?

La Cavalli, una delle poetesse più affermate e lette in Italia,  intervistata da Luigia Sorrentino in occasione del Festival Internazionale di Roma “Letterature” 2012, riferendosi a questo suo poemetto dice che la patria è ormai una strana cosa, impossibile da definire. E aggiunge: “la Patria è esattamente il luogo dove si può stare, dove è possibile stare.”

Fra le tante figure possibili di patria richiamate da Patrizia Cavalli  in ‘La patria’, ” c’è anche quella di una pazza che ormai/dorme per strada.”
Un verso che lancia, letteralmente, un sasso, che ci folgora e ci fa vedere cosa è diventata oggi la nostra nuova patria, ‘una’ senza più casa, un’emarginata, ‘una’ senza più fissa dimora. Una patria spostata, perduta, una patria non più.

Video-intervista a Patrizia Cavalli di Luigia Sorrentino
Montaggio di Luigia Sorrentino

[flv]http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/poesia/luigia_08062012.mp4[/flv]

Pierluigi Cappello, “Il futuro non è più quello di una volta”…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Qc9ZA9jyie0[/youtube]

Nel video della poesia Chiusaforte, il poeta Pierluigi Cappello dice:  […] Il futuro non è più quello di una volta è stato scritto da una mano anonima e geniale su un muro graffito alla periferia di Udine. […]

La buona notizia  di oggi, (5 gennaio 2012), si legge: Il Presidente dell’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane –  Lorenzo Zanon, si unisce alla campagna per l’assegnazione dei benefici della Legge Bacchelli al poeta friulano Pierluigi Cappello. Continua a leggere

Elio Pecora, per Andrea Zanzotto

Elio Pecora, per Andrea Zanzotto

Ci si può perdere e sperdere nelle sue poesie, come accade a chi si spinge oltre il limitare di un bosco e sente di uscire dalla propria mente e dal proprio corpo: per lasciarsi in un tempo che non ha ore né giorni e non gli appartiene. Una perdita che è un incantamento. Un trovarsi nella misura dello sterpo, della foglia. Tornare acqua, vento, nuvola.

Accadeva altrettanto nella persona: la voce leggera, cantante, lo sguardo gentile, a momenti ironico. Da quali reami sconfinati di verità e di stagioni veniva quel suo “petel”: balbettio e mancamento, cenno e viatico inconsolato?
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