Beat Wysse all’Istituto Svizzero di Roma

Mercoledì 21 marzo 2012 ore 18.30 “L’immagine traumatica. La Chimera dell’identità culturale”. Conferenza del Prof. Beat Wyss (Staatliche Hochschule für Gestaltung Karlsruhe/Scholar in Residence ISR 2012)

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L’icona della Lupa Capitolina, riprodotta massicciamente in ogni forma su piazze, uffici e carte intestate, rappresentava durante gli anni trenta la romanità del regime di Mussolini.

Dal 2006 sappiamo che il bronzo è un simulacro medievale sebbene esso funzioni tuttora come totem di identità culturale. Ripercorrendo svariati esempi significativi, dal Rinascimento fino ad oggi, la conferenza indagherà il processo di totemizzazione – nel senso freudiano del termine – cui sono soggette le culture estinte, e porrà al centro “simulacro” e “totemismo” come termini che connotano due processi differenti ma costitutivi nella fabricazione dell’identità culturale.

Nel proemio a Le Vite Giorgio Vasari enfatizza il valore della cultura etrusca. La scoperta della Chimera in Arezzo gioca un ruolo cruciale nel suo concetto di rinascita.

La leggenda supera ogni fatto storico. Gli stessi Stati Uniti, secondo la banconota da un dollaro, discendono da Enea. Lo storico dell’arte Beat Wyss (Karlsruhe/Roma) analizza tra l’altro la lupa capitolina come totem migrante, trofeo e simbolo di un’identità culturale che non risale a prima del Risorgimento e del fascismo.

Beat Wyss, storico dell’arte svizzero, è professore di storia dell’arte e teoria dei media presso la Staatliche Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe. Vincitore del Kunstpreis della città di Lucerna, Beat Wyss è stato Visiting Scholar presso il Getty Research Institute di Los Angeles, la Cornell University nello Stato di New York e l’Istituto svizzero di studi d’arte di Zurigo, oltre che Direttore dell’Istituto per la storia dell’arte dell’Università di Stoccarda.

Traduzione simultanea tedesco-italiano


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