4 pensieri su “Salvatore Sblando, “Due granelli nella clessidra”

  1. Domande sul destino dell’uomo, incapace di dare e darsi voce,sopraffatto dalla tristezza che incombe (ma qui la tristezza è un fiore: un sentimento positivo?).Sono le domande che si pone chi teme che in questo mondo in crisi nessuno più si commuova per ferite d’amore, intanto che il suo stesso cammino sembra arrendersi e la sua vita a perdersi. La domanda struggente finale, molto efficace: che possibilità di azzerare la distanza tra due cuori e ricomporre un amore, se se ne ignora perfino la distanza da colmare? Eloquente il misurare la distanza in battiti di cuore.

  2. La consapevolezza che inesorabilmente si viene esiliati nell’oblio, condannati a perdere la propria identità. E nessuno che possa dare ragione di una tale sorte. Dunque, nessuno più che sappia parlare d’amore, dei suoi tremori e di bocche arse. Ed infine la distanza dall’amata misurata in battiti di cuore. Efficace l’immagine del tempo (dell’amore?) misurato in cronologia cardiaca,i suoi battiti. Domande poste con leggerezza, in cui il problema è sfiorato con eleganza, ma in modo di facile lettura. Mi piace.

  3. Carissimo Giovanni occorre tanta consapevolezza del quotidiano per provare a scrivere poesia in maniera originale quanto immediata; questo è ciò che voglio. Questo a quanto pare, è arrivato. Ed io non posso che felicitarmi.

    un sincero grazie,

    Salvatore

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