Il Mandala della compassione

La via tracciata dal mandala della compassione è il riconoscimento dell’equilibrio e dell’integrazione degli opposti. Il mandala ci dice che polvere siamo e polvere diventeremo. Ma ci dice anche che la natura umana e quella divina, sono collegate, indissolubilmente. Tutto accade nello stesso tempo.

Il Mandala che vedete nella foto qui accanto è stato tracciato a terra con polveri colorate componendo  innumerevoli forme che rimandano a divinità. 

Per imparare il rituale, i monaci buddisti che hanno creato il Mandala si sono allenati per molti anni memorizzando i testi della tradizione orale, e solo dopo aver ottenuto un’autenticazione da un maestro. Una pratica nata migliaia di anni fa. Il Mandala che vedete nella foto è stato creato a Roma, da quattro monaci tibetani che hanno sistemato le polveri di milioni di granelli di sabbia colorata con bastoncini ed imbuti di metallo nella giusta posizione .

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Nel video amatoriale, la cerimonia sacra che accompagna il rituale della cancellazione del Mandala. Purificato l’universo e quando la mente raggiunge l’illuminazione, il Mandala viene dissolto, cancellato. A ricordare che nulla è eterno. 


Il Tibet ha una storia scritta di oltre duemila anni. Prima che l’esercito comunista cinese lo invadesse, nel 1949, era uno stato indipendente e sovrano, era una nazione dotata di un suo governo, moneta, sistema postale, lingua scrittura, stile sociale, ben distinto dalla Cina. In particolare, quest’anno, si commemora il centenario della proclamazione della sua indipendenza da parte del Tredicesimo Dalai Lama, Thubten Gyatso.

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