New York City Poetry Festival

 
festival_poesiaIl 26 e 27 luglio 2014 si è tenuto, a New York (Governor’s Island), la quarta edizione del York City Poetry Festival, a cura di Stephanie Berger e Nicholas Adamski.
Un Festival di particolare rilevanza che ha come obiettivo il riunire circa 250 poeti provenienti da tutti i ceti sociali, di tutti i quartieri della città e oltre. Non solo poeti, ma anche editori, redattori, collaboratori, lettori, ascoltatori di poesia e osservatori curiosi sono intervenuti sabato e domenica in linea con la continua crescita di questo festival che sta diventando, negli anni, un qualcosa di monumentale a New York, con quattro momenti che si svolgono in contemporanea dalle 11 di mattina alle 6 di sera di tutte e due le giornate, con letture che durano dai 20 ai 30 minuti ciascuna.
Per arrivare alla Governor’s Island si deve prendere un traghetto fino ad arrivare a un paesaggio fatto di morbide colline, parchi ed edifici coloniali in vari stati di ristrutturazione. Molte persone sono già al lavoro nel parco. Alcune poesie sono scarabocchiate col gesso lungo la strada a mò di indicazioni stradali.
Tra i partecipanti di quest’anno, la prima giornata, Zarina Zarisky e Simon Rogghe di San Francisco, James Browning Kepple della Underground Books and The New York Browning Society, e Jeremiah Walton della Nostrovia Poetry che in collaborazione con la Underground Books sta attraversando il paese con un progetto di biblioteca itinerante chiamato Shovels and Books. Nella zona chiamata Vendor’s Village questa biblioteca itinerante occupava due tavoli con una grande varietà di libri donati da vari autori ed editori a sostegno del progetto. Tra le partecipazioni anche il Typewriter Project, che consiste in un’installazione di una piccola cabina di legno che ospita spazio sufficiente solo per una sedia, una scrivania, e una macchina da scrivere. In questa c’è un foglio continuo in cui ognuno scrive i testi per contribuire alla conversazione lirica di tutta la città.
Dentro il festival trovavano spazio anche installazioni d’arte, inclusa una collaborazione tra l’artista Bryan Meador e lo spoken word performer Karl C. Leone. Nell’installazione, chiamata “Transmutation Spiral”, Meador dipinge dei pannelli di plastica trasparente che formano una spirale all’interno della quale si può entrare e camminare.
bellaLa seconda giornata del Festival, la domenica, ha visto la partecipazione di Mark Doty presso l’Algonquin stage, di Joyelle McSweeney, Matthea Harvey, e di Bruce Covey, che è fondatore ed editor della Coconut Poetry. Covey ha anche presentato alcuni poeti della Casa Editrice tra cui Lea Lumansky, Alexis Pope, Natalie Albert, Corinna Finn e Emily Toder.
Il Festival ha dato l’impressione generale, per la quantità di poeti e spettacoli che si sono succeduti, di un intenso spaccato di poesia contemporanea in un continuo stato di flusso e trasformazione, senza conclusioni definitive. Un altro aspetto molto importante è stata la spoken word e la performance-based poetry, che assume continuamente nuovi connotati e che si è estesa a quasi tutti i palcoscenici della scena poetica americana. Questa particolare tipologia di poesia ha una lunga storia all’interno della cultura degli Stati Uniti, e continua ad essere uno sbocco per dar voce alle problematiche sociali attuali inerenti il razzismo, l’etnia, i diritti delle donne, la povertà, la brutalità della polizia e l’isolamento sociale.
Come Samuele Editore abbiamo visitato il Festival presentando un libro che abbiamo pubblicato apposta per l’occasione: “International Poetry Press 2014” (a cura di Rachel Slade), con la partecipazione in versione bilingue di alcuni autori della Casa: Nguyen Chi Trung, Marina Giovannelli, Giacomo Sandron, Patrick Williamson Sandro Pecchiari, Guido Cupani e Federico Rossignoli. Una presentazione del lavoro della Casa Editrice italiana che la domenica ha avuto il suo momento più importante con la lettura, particolarmente apprezzata, delle poesie contenute nel libro. Il libro è stato poi inserito nell’ottimo progetto Shovels and Books di Jeremiah Walton che, dopo New York, ha fatto tappa a Bedford (New Hampshire).
Ma più di ogni numero o statistica una cosa in particolare racconta cos’è stato il New York Poetry Festival e il nostro enorme orgoglio di esserci stati presenti. Al termine delle due giornate, la domenica sera, sulla metropolitana due ragazzi ci hanno chiesto cosa pensassimo del Festival. A uno di loro noi abbiamo chiesto se avesse letto anche lui, e la sua risposta è stata un no, che era andato solo per vedere in quanto non era mai stato a un festival di poesia prima di quel momento. Quel ragazzo era rosso in volto, stanco, ma aveva l’aspetto di uno che avrebbe continuato volentieri a seguire gli eventi. Noi poi abbiamo detto che con tutta probabilità ci saremmo rivisti il prossimo anno e lui, mentre usciva dalla metropolitana, a volte alta ci ha risposto: “Sì, assolutamente!”
Noi della Samuele Editore desideriamo ringraziare tutti gli organizzatori e i partecipanti per la loro generosa ospitalità, per il loro entusiasmo e il duro lavoro che hanno fatto per rendere il Festival una grande realtà e non vediamo l’ora di vedere il 5th Annual New York City Poetry Festival, il prossimo anno.
Rachel Slade
International Office of Samuele Editore
nyOn July 26th and 27th, the 4th Annual New York City Poetry Festival was held at Governor’s Island, NYC. Organized by Stephanie Berger and Nicholas Adamski, the festival brought together 250 diverse poets, from all boroughs of the city and beyond. Not only poets but publishers, editors, collaborators, readers and curious observers were all present at the three stages running simultaneously from 11am to 6pm each day. In only its fourth year, the festival continues to grow and is already considered one of the most important poetry festivals in the United States.
The ferry crossing to Governor’s Island takes less than 15 minutes but its rolling green hills, parks and historic colonial buildings couldn’t be further from the city’s crowds and frantic pace. Poetry scrawled in chalk along the roadway marked the way to the festival.
Among the first performers were Zarina Zarisky and Simon Rogghe of San Francisco, James Browning Kepple of Underground Books and The New York Browning Society, and Jeremiah Walton of Nostrovia! Poetry who in collaboration with Underground Books is touring the country with a traveling library project called Shovels and Books. In Vendor’s Village they spanned two full tables with a wide variety of books all donated by various authors and publishers in support of the project.
The festival also featured art installations including a collaboration between visual artist Bryan Meador and spoken word performer Karl C. Leone. “Transmutation Spiral is an improvised and interactive, process-oriented and site-specific installation involving painting, performance, spoken word and sculpture. Meador applies paint to transparent plastic panels, arranging the panels to form a spiral through which visitors can meander. “
foto_2_pubblicoThe Typewriter Project is an ongoing installation project that consists of a wooden booth with only enough room inside for a seat, a desk and a typewriter. Inside, the text is stored on a continuous paper roll onto which people type, creating a poetic conversation between the city’s inhabitants.
On Sunday, a large crowd gathered at the Algonquin Stage to hear Mark Doty, Joyelle McSweeney and Matthea Harvey perform. A short while later poet Bruce Covey, founder and editor of Coconut Poetry who had read from his own work earlier, presented several poets from the press including Lea Lumansky, Alexis Pope, Natalie Albert, Corinna Finn and Emily Toder.
Moving between stages, poets and performers throughout the day quickly generated the impression that American poetry today is an intense montage of disparate visions, motives and ambitions, without any definitive conclusions. Spoken word and performance poetry continue to influence and take on new permutations while still giving voice to ongoing social issues such as race, women’s rights, poverty and social isolation.
As Samuele Editore we attended the festival presenting a recently published dual-language book (edited by Rachel Slade), featuring some of our authors including Nguyen Chi Trung, Marina Giovannelli, Giacomo Sandron, Patrick Williamson Sandro Pecchiari, Guido Cupani, and Federico Rossignoli, which was presented in a small reading on Sunday. The book was then inserted in the excellent project Shovels and Books of Jeremiah Walton that, after New York, made another Festival in Bedford (New Hampshire).
On the subway Sunday night, riding back from the last day of the festival, two young men asked if we had been to the poetry festival and what we thought about it. I asked one of them if he had read there and he answered no, that he had only gone to see it having never been to a poetry festival before. He was flushed, tired and didn’t seem to want it to be over. We said we would probably see him next year then and exiting the subway called back loudly, ‘yes, absolutely!’
We at Samuele Editore would like to thank everyone for their generous hospitality, enthusiasm and hard work at making the festival a reality and we look forward to seeing everyone next year at the 5th Annual New York City Poetry Festival.
Rachel Slade
Samuele Editore – International Office

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