"Il Mare di Idolina Landolfi"

Idolina_Landolfi_2[1]L’associazione culturale Plantago  promuove “Il Mare di Idolina Landolfi”, una giornata in ricordo di Idolina Landolfi, scrittrice, traduttrice e critica letteraria, figlia dello scrittore Tommaso Landolfi e principale curatrice delle sue opere.
Nel 1996 fondò il Centro Studi Landolfiani, di cui è stata presidentessa fino alla sua morte avvenuta il 26 giugno del 2008, all’età di 50 anni, in coincidenza con la ricorrenza del centenario della nascita del padre.
“IL MARE DI IDOLINA LANDOLFI si svolge il 26 giugno 2014, è un momento condiviso e aperto a tutti per ricordare la figura di Idolina, figlia di Tommaso Landolfi.
L’appuntamento dalle 12:00 in poi presso la Fattoria Bellavista (via San Donato in Poggio 55) a Empoli.
La giornata si chiuderà al tramonto con la lettura del suo racconto, “La Nave”, la cui scrittura è iniziata a Montespertoli, nel momento in cui la sua amata colonica, sita a Poppiano, naufragava crollando sul fianco della collina, come spinta dai marosi di un destino incalzante. Le attività pomeridiane avverranno in una cornice perfetta per l’occasione, quella della “Torre dei sogni” che sta come sospesa sopra a un’isola. Da qui le crete scendono vertiginosamente a strapiombo sui verdi dei boschi e degli ulivi, dove i tenui riflessi rossi irradiati dalle crete stesse, li fanno apparire di un verde cristallo a perdita d’occhio come fosse un mare.
L’iniziativa è patrocinata con il contributo del Comune di Montespertoli.
IDOLINA LANDOLFI
Nata a Roma il 19 maggio del 1958, ha vissuto a lungo a Sanremo, poi, a 18 anni si è trasferita a Firenze, dove si è laureata in Letteratura Italiana con una tesi sui poeti crepuscolari. Ha lavorato come archivista al Gabinetto Vieusseux, ha vissuto quasi sempre da sola, e per molti anni, a Poppiano, nella campagna di Montespertoli: lì il mondo di Idolina riuniva nove gatti, gli amici, letterati e musicisti, ed era, anche, la sede iniziale del Centro Studi Landolfiani.
Quando, a causa dello smottamento della collina, quella colonica cominciò a incrinarsi dovette lasciarla e passò periodi sempre più lunghi a Roma, in una piccola casa a Trastevere.
Idolina Landolfi si è spenta il 26 giugno del 2008, all’ospedale di Careggi, nel giorno in cui ricorreva il centenario della nascita del padre, Tommaso Landolfi.
Idolina è stata narratrice, traduttrice, saggista, giornalista. Ha collaborato come critico letterario, con articoli su autori italiani e francesi dell’Ottocento e del Novecento, agli inserti culturali di vari quotidiani e settimanali, tra cui “La Stampa”, “La Repubblica”, “Il Mattino”, “L’Unità”, “Diario”, “Il Giornale” di Montanelli. Ha collaborato anche a “Il Piccolo” di Trieste. Molti suoi saggi sono usciti su riviste letterarie internazionali. Ha collaborato spesso anche ai programmi radiofonici della terza rete. Suoi racconti e articoli sono usciti su “Paragone”, “Panta”, “Nuovi Argomenti”, “Il Ponte”, “Semicerchio”, “Poesia”; ha partecipato alle raccolte di autori vari “Camere con vista. Ventuno autori contemporanei per Firenze” (Festina Lente, 1994) e “I nuovi selvaggi. Antologia dei nuovi narratori italiani” (Guaraldi, 1995). Ha tradotto dal francese e dall’inglese testi di narrativa e saggistica per le maggiori case editrici italiane. Ha tradotto di Théophile Gautier, “Smalti e cammei” (Avagliano, 1998); di Gèrard De Nerval, “Le notti d’ottobre” (L’Argonauta, 1998); e ha curato: “Paroles”, traduzioni da Bernard Noel e Serge Pey (Avagliano, 1998). Fra le traduzioni, Barbey d’Aurevilly, “Il più bell’amore di Don Giovanni” (LArgonauta, 2000), in cui Idolina ha scritto una postfazione dal titolo, “Il sublime dell’Inferno” , in cui esprime l’ interesse profondo per “il rovescio tenebroso delle cose”, per le “pitture non razionali” della realtà, per un’arte tutta tesa a trasformare anche gli eventi più feroci “in un congegno d’arte”.
Per oltre un ventennio si è occupata delle opere del padre, Tommaso Landolfi, curandone i volumi, con apparati critici e note, prima per Rizzoli, con l’edizione dei due imponenti volumi delle Opere, e poi per Adelphi. Ha fondato, nel 1996, il Centro Studi Landolfiani, che raccoglie i materiali bibliografici riguardanti lo scrittore e ha organizzato periodicamente giornate di studio e conferenze. Fra i convegni organizzati da Idolina, due seminari internazionali di cui sono usciti gli atti: “La liquida vertigine”, tenutosi a Prato nel 1999 (ora nelle edizioni Olschki, a sua cura, nel 2005) e Gli “Altrove” di Tommaso Landolfi, svoltosi a Firenze nel dicembre del 2001, e ora a stampa per Bulzoni, nel 2004, a cura sua e di Ernestina Pellegrini. Come studiosa, si è occupata di diversi autori, curando varie pubblicazioni:  Sergio Corazzini, “Poesie” (Rizzoli, 1992); Lautrèamont, “I Canti di Maldoror” (Rizzoli, 1995);  “Lesage, Il Diavolo zoppo” (Fazi, 1996);  il volume di autori vari “Le lunazioni del cuore. Saggi su Tommaso Landolfi” (La Nuova Italia, 1996).
Come narratrice ha pubblicato un libro di racconti “Sotto altra stella” (Campanotto, 1996); a quattro mani con una cara amica che si firma con lo pseudonimo di Ester Pes, “Attacchi d’amore” (SE, 1996); i racconti “Scemo d’amore” (Empiria, 1998) e il romanzo per ragazzi “I litosauri” (Laterza, 1998); i racconti “Parvenze”, con illustrazioni di Antonio Petti, per un’edizione d’arte numerata, stampata dal “Laboratorio” di Nola nel 2003; e l’ultima raccolta di racconti, “Matracci e storte”, Graus, 2004.
Si ricorda la silloge di poesie “Non mi Destare, Amore”, edita postuma (Bisonte edizioni,  Firenze).

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