La poesia di Juan Vicente Piqueras

Juan Vicente Piqueras

 

 

CONFESIÓN DEL FUGITIVO

Sólo soy feliz yéndome.

No entre cuatro paredes, con sus sendas espadas,
sino entre aquí y allí, una casa y otra,
ajenas ambas preferiblemente.
No puedo ya, ni quiero, estarme quieto.
Ni ahora ni después. Ni aquí ni allí.
En todo caso ahí, donde estás tú,
seas quién seas tú, ponme tu nombre
en los labios sedientos, insaciables.

Yo no soy yo ni puedo tener casa.
No digo ya porque nunca lo fui,
nunca la tuve, siempre fui extranjero
dentro y fuera de mí. Soy lo que no:
el mendigo que duerme bajo el puente
que une mis dos orillas y yo cruzo
sin poder, día y noche, detenerme.

Escribo porque busco, porque espero.
Pero ya no sé qué, se me ha olvidado.
Espero que escribiendo
llegue a acordarme. Insisto en la intemperie.
Sinvivo entre paréntesis
en el espacio vivo y tiempo muerto

DEL FUGGIASCO

Sono felice solo quando me ne sto andando.

Non tra quattro muri, ognuno con le sue spade,
ma tra qui e lì, una casa e l’altra,
entrambe estranee, preferibilmente.
Ormai non posso, né voglio, starmene fermo.
Né ora né dopo. Né qui né lì.
In ogni caso là, dove sei tu,
chiunque tu sia, mettimi il tuo nome
sulle labbra assetate, insaziabili.

Io non sono io né posso avere una casa.
Non dico ormai perché non lo sono mai stato,
non l’ho mai avuta, sono sempre stato straniero
dentro e fuori di me. Sono ciò che non sono:
il mendicante che dorme sotto il ponte
che unisce le mie due rive e io attraverso
senza che possa, né giorno né notte, fermarmi.

Scrivo perché cerco, perché aspetto.
Ma oramai non so che cosa, l’ho dimenticato.
Scrivendo spero
di poterlo ricordare. Persevero nelle intemperie.
Nonvivo tra parentesi
nello spazio vivo e il tempo morto Continua a leggere

Lo spazio nella poesia di Hugo Mujica

Hugo Mujica

Hugo Mujica, Barro desnudo – Fango nudo, traduzione di Roberta Buffi, LietoColle

 

III

 

Anochece            bajamar,

algún graznido, restos que el mar abandona

en la arena

y esta soledad de ser

solo a medias.
Es la hora                de la melancolía,

la de la ausencia de lo que nunca estuvo                       y sentimos más propio:                                        lo que todavía de nosotros

no dimos a luz                                                                  en la vida.

 

III

Tramonta           bassa marea,

qualche gracchìo, resti che il mare abbandona

sulla sabbia          e questa solitudine

d’essere soltanto a metà.

È l’ora              della malinconia,

dell’assenza di ciò che non è mai stato

e che sentiamo più nostro:

ciò che di noi stessi ancora

non abbiamo dato alla luce

nella vita. Continua a leggere