Miroslav Kirin, “Tu che sbatti i capelli da sinistra-destra”

Miroslav Kirin

Tu che sbatti i capelli da sinistra-destra

 

Non mi lasciano leggere in tram, e soprattutto tu, che sbatti i

capelli a destra e sinistra.

Li lanci nel mezzo della pagina, splasch, scompaiono tutte le

parole, perché io alzi lo sguardo.

Che cosa direbbe Jane Hirshfield, perché mi sono fermato

nel mezzo della sua poesia To Judgment: An Assay?

Tu con i tuoi capelli mi cambi la vita,

come il “carciofo che cambia il sapore

di tutto cio che si mangia dopo di lui,” dice Jane.

I capelli hanno una strana natura, in apparenza morta: li puoi

tagliare, bruciare, ma crescono ugualmente.

E allora le mie dita vive li girano, li aggrovigliano, intrecciano la

propria vita alla vita altrui, cambiano il suo sapore.

Nel caso migliore posso sperare,

nel bagliore delle tue braccia, che appaiono all’improvviso,

sollevando i capelli, pettinandoli con le dita,

per poi di nuovo farli cadere

sulla pagina del libro spietatamente,

come l’acqua che alla fine del turno dal barbiere

versano dal secchio sulla strada.

traduzione di Marina Lipovac Gatti Continua a leggere