Odisseas Elitis, il poeta della Patria

Odisseas Elitis

ETA’ DELLA DOLCE MEMORIA

Oliveti e vigne lontano fino al mare
Rosse barche da pesca più lontano fino al ricordo
Elitre dorate d’agosto nel sonno meridiano
Con alghe o conchiglie. E quella barca
Appena varata, verde, che nella pace delle acque del golfo ancora legge «Dio provvede»

Sono passati gli anni foglie e ciottoli
Mi ricordo di ragazzi, marinai che partivano
Tingendo le vele come il loro cuore
Cantavano i quattro punti dell’orizzonte
E portavano tramontane dipinte dentro il petto.

Cosa cercavo quando sei giunta con i colori del sole all’alba
Con l’età del mare negli occhi
E con la salute del sole nel corpo − cosa cercavo
Nelle grotte marine, in profondità dentro gli spaziosi sogni
Dove spumeggiava i suoi sentimenti il vento
Sconosciuto e glauco, incidendo sul mio petto il suo emblema marino

Con la sabbia nelle dita chiudevo le dita
Con la sabbia negli occhi stringevo le dita
Era il dolore −
Mi ricordo era aprile quando sentii per la prima volta il tuo peso umano
Il tuo corpo umano argilla e peccato
Come il nostro primo giorno sulla terra
Era la festa degli amarilli − Ma ricordo soffristi
Fu un morso profondo nelle labbra
Un’unghiata profonda nella pelle là dove s’incide per sempre il tempo

Allora ti lasciai

E un vento tonante sollevò le bianche case
I bianchi sentimenti appena lavati su
Nel cielo che s’illuminava con un sorriso.

Ora avrò accanto una brocca d’acqua immortale
Avrò una libertà simile al vento che scuote
E quelle tue mani dove si tormenterà l’Amore
E quella tua conchiglia dove risuonerà l’Egeo.

 

Odisseas Elitis, “È presto ancora”, Traduzione di Paola Maria Minucci, Donzelli 2011

 

ΗΛΙ ΚΙΑ ΤΗΣ ΓΛΑΥ ΚΗΣ ΘΥΜΗΣΗΙΣ

Ἐλαιῶνες ϰι ἀμπέλια μα ϰριά ὣς τή θάλασσα
Κόϰϰινες ψαρόβαρ ϰες πιό μαϰριά ὣς τή θύμηση
Ἔλυτρα χρυσά τοῦ Αὐγούστου στόν μεσημεριάτιϰο ὕπνο
Μέ φύϰια ἢ ὄστραϰα. Κι ἐϰεῖνο τό σϰάφος
Φρεσϰοβγαλμένο, πράσινο, πού διαβάζει ἀϰόμη στήν εἰρήνη τοῦ ϰόλπου τῶν νερῶν Ἔχει ὁ Θεός

Περάσανε τά χρόνια φύλλα ἣ β ότσαλα
Θυμᾶμαι τά παιδόπουλα, τούς ναῦτες πού ἔφευγαν
Βάφοντας τά πανιά σάν τήν ϰαρδι ά τους
Τραγουδοῦσαν τά τέσσερα σημεῖα τοῦ ὁρίζοντα
Κι εἶχαν ζωγραφιστούς βορι άδες μές στά στήθια.

Τί γύρευα ὅταν ἔφτασες βαμμένη ἀπ’ τήν ἀνατολή τοῦ ἥλιου
Μέ τήν ἡλιϰία τῆς θ άλασσας στά μάτια
Καί μέ τ ήν ὑγεία τοῦ ἥλιου στό ϰορμί —τί γύρευα
Βαθιά στίς θαλασσοσπηλιές μές στά εὐρύχωρα ὄνειρα
Ὅπου ἄφριζε τά αἰσθήματ ά του ὁ ἄνεμος
Ἄγνωστος ϰαί γλαυϰός, χαράζοντας στά στήθια μου τό πελαγ ίσιο του ἔμβλημα

Μέ τήν ἄμμο στά δάχτυλα ἕϰλεινα τά δάχτυλα
Μέ τήν ἄμμο στά μάτια ἓσφιγγα τά ὃ δάχτυλα
Ἤτανε ἡ ὀδύνη —
Θυμᾶμαι ἧταν Ἀπρίλης ὅταν ἔνιωσα πρώτη φορά τό ἀνθρώπινο βάρος σου
Τό ἀνθρώπινο σῶμα σου πηλό ϰι ἁμαρτία
Ὅπως τήν πρώτη μέρα μας στή γῆ
Γιόρταζαν τίς ἆμαρυλλίδες — Μά Θυμᾶμαι πόνεσες
Ἤτανε μιά βαθιά δαγϰωματιά στά χείλια
Μιά βαθιά νυχιά οτό δέρμα ϰατά ϰεῖ πού χαρ άζεται πανιοτινά του ὁ χρόνος

Σ’ ἄφησα τότες

Καί μιά βουερή πνοή σή ϰωσε τ’ ἄσπρα σπίτια
Τ’ ἄσπρα αἰσθήματα φρεσϰοπλυμένα ἐπάνω
Στόν οὐρανό πού φώτιζε μ’ ἕνα μειδίαμα.

Τώρα θά ’χω σιμά μου ἕνα λαγήνι ἀθ άνατο νερό
Θά ’χω ἕνα σχῆμα λευτεριᾶς ἀνέμου πού ϰλονίζει
Κι ἐϰεῖνα τά χέρια σου ὅπου θά τυραννιέται ὁ Ἔρωτας
Κι ἐϰεῖνο τό ϰοχύλι σου ὅπου θ’ ἀντηχεῖ τό Αἰγαῖο.

Οδυσσέας Ελύτης

da “Οδυσσέας Ελύτης, Προσανατολισμοί”, Atene, 1940

Odisseas Elitis (1911-1996) è una delle voci più rappresentative della poesia contemporanea. Nel 1940 ha pubblicato la prima raccolta poetica Orientamenti. Nel 1943 esce Sole il Primo e nel 1945 Canto eroico e funebre per il sottotenente caduto in Albania. Dopo un lungo periodo di silenzio e un soggiorno a Parigi, esce nel 1959 Dignum Est, forse la sua opera più significativa. Da allora non ha mai cessato di scrivere e pubblicare: la raccolta di saggi e prose Carte scoperte (1974), le Elegie di Oxòpetra (1991), il secondo volume di saggi e prose Carte bianche (1992), A occidente del dolore (1995), Da presso (1998). Nel 1979 l’Accademia di Svezia gli assegna il premio Nobel per la letteratura. Di Elitis la Donzelli editore ha pubblicato l’antologia dell’intera sua opera È presto ancora (2000, 2011), le prose poetiche La materia leggera. Pittura e purezza nell’arte contemporanea (2005), Monogramma nel mondo (2006). Un’opera di saggistica su Odisseas Elitis Un europeo a metà a cura di Paola Maria Minucci e Christos Bintoudis è uscita sempre con Donzelli nel 2010.

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