Festivaletteratura, Salmòn e il concetto di “realtà”

Tra gli eventi del festivaletteratura di Mantova 2011 (dal 7 all’11 settembre) l’incontro con lo scrittore Ricardo Menendéz Salmòn (nella foto di Maria Luisa Sevariano) con Marco Malvaldi.

Salmòn è uno dei romanzieri spagnoli del XXI secolo che godono di una buona attenzione da parte della critica. Uno scrittore capace di creare romanzi apparentemente “facili” – brevi, con trame che colpiscono – che a un esame soltanto un poco più attento si rivelano estremamente densi e carichi di profonde riflessioni.

Nel suo ultimo libro, “Il correttore”, edito da Marcos y Marcos, accanto alla storia degli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004, c’è una forte indagine sul concetto di realtà.

“Io credo che ne esistano tante di realtà. Bisogna vedere come gli scrittori si avvicinano a essa”, ha detto Salomòn incontrando il pubblico a Mantova. “Penso che uno dei temi sollevati dal romanzo sia la possibilità del discorso di alterare la realtà, che fu uno dei problemi fondamentali per la Spagna durante le giornate del marzo 2004. Chi controlla il discorso ha la possibilità di cambiare la realtà, a volte in modi molto perversi”.

“Io credo che la letteratura sia una forma di conoscenza, come la scienza o la filosofia, o altri saperi che storicamente hanno aspirato a spiegare la realtà”.

Secondo Salmòn le iniziali accuse all’Eta provocarono una frattura sociale: la “menzogna originale” secondo lo scrittore è stata attenuata dalla forza dei fatti, ma il danno era ormai compiuto. “Gli scrittori – ha aggiunto Salmòn – almeno possono opporre ai discorsi istituzionali o partigiani il discorso della letteratura. Che non necessariamente deve stare nella verità o aspirare ad essa, ma quantomeno deve mettere in dubbio le verità ufficiali, che molto spesso subiamo senza alcun tipo di critica”. L’obiettivo di Salmòn, che ammette di scrivere con lentezza per lasciare decantare al meglio le parole, è quello di unire il pensiero e le idee con un linguaggio vigoroso che possa plasmare queste idee, fino a renderle potenti come le immagini visive.

Ricardo Menéndez Salmón è nato nel 1971 a Gijón, città denominata “piccola Atene” nel cuore delle Asturie. Ha studiato filosofia, è il direttore editoriale di una piccola casa editrice, scrive su quotidiani e riviste. Con i suoi romanzi e racconti ha conquistato più di quaranta premi; “I cavalli blu”, racconto incluso nella raccolta “Gridare”, ha vinto il premio Juan Rulfo, uno dei più prestigiosi riconoscimenti riservati alla letteratura in lingua spagnola. Il suo romanzo,”L’offesa”, è stato celebrato come la migliore opera di narrativa pubblicata in Spagna nel 2007.

 Bibliografia sintetica
“L’offesa”, Marcos y Marcos, 2008
“Gridare”, Marcos y Marcos, 2009
“Il correttore”, Marcos y Marcos, 2011

 

Marco Malvaldi nato a Pisa nel 1974 oltreché scrittore è ricercatore presso il Dipartimento di Chimica Biorganica dell’Università di Pisa. Ha pubblicato per Sellerio tre romanzi dedicati alle vicende del barista Massimo e di un gruppo di anziani signori che frequentano il suo bar. Dopo “La briscola in cinque” (2007), “Il gioco delle tre carte” (2008) e “Il re dei giochi” (2010) è stato il turno di “Odore di chiuso” (2011), giallo di ambientazione tardo ottocentesca che vede come protagonista di un’intricata vicenda lo scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi.

Bibliografia sintetica
“La briscola in cinque”, Sellerio, 2007 (2010)
“Il gioco delle tre carte”, Sellerio, 2008 (2011)
“Il re dei giochi”, Sellerio, 2010 (Mondolibri, 2011)
“Odore di chiuso”, Sellerio, 2011

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