Opere Inedite, Elisa Mastromatteo

Elisa Mastromatteo spiega con questi recentissimi versi il suo rapporto con la poesia: “Immobile al dovere/ quando il verbo mi infiamma:/ pervasa dal calore di parola/ esce dalle mie labbra un vento strano/ che non asciugherebbe le lenzuola/ ma gonfia l’aria intorno di splendore.”

Poi Elisa mi scrive: “Per me la poesia è una necessità, anche un modo di sperare, perché le parole sanno accarezzare in un modo così leggero e sottile, pur se netto, come nessun’altra cosa che io conosca sa fare”.

“L’ispirazione mi nasce di solito quando sono sola, in tranquillità, quindi mi capita di comporre spesso in treno, quando osservo il mondo che passa dietro ai finestrini, o la gente intorno, e nelle stazioni, quando ascolto il loro parlare, il mio pensare. Spesso compongo anche la mattina, quando sono sola in casa, ma di solito compongo di notte, quando vengo cullata dalla mia stessa solitudine, in soggiorno, nella luce crepuscolare delle lampade, con l’orecchio al respiro del mio uomo in camera, avvolta dal silenzio intorno, dalla luce della luna e dei lampioni fuori dalle finestre di fronte a me.”

Cerco una leggerezza nel tempo
simile alla pioggia mi osservo
attraverso vetri di specchi
scorro giù languida e tremo
al freddo, tremano le meningi strette
al mal di testa, cerco un sole
una rinascenza mesta e cauta
uno spuntar di viole dalla mia aiuola.
Cerco la mano che mi scansi il dolore.

***

Piove
curvo e verticale
contro lampioni che svettano di luce
acqua contro la notte
a spilli
si raccoglie orizzontale
pozze di strade e su, le auto,
navi senza vele
luci incaute in questa notte brava
bagnata e triste
bagnata
come volto d’amante abbandonata.
Resta l’asfalto a specchio
contro i fari
resta illusione e gioco di realtà:
chi si avventura ha fretta
forse bisogno
e continua a cadere un fiume di cascata
curvo e verticale
dalla testa di scialuppa del lampione
coppa rovesciata.

****

È un quadro nero
questa notte di pioggia:
cardini stabiliscono dimensione e confine
del mio cielo notturno.
Si placa appena, vista in lontananza
quella cataratta disperante
come marea celeste:
rovesciamento degli elementi
testa di terra, piedi di cristallo
fuso trasparente verticale.
Si placa appena, la notte
dal suo pianto incessante:
riprenderà a singhiozzi
triste amante
non appena ricorderà il suo fato.
****

Questa finestra come oblò
su un mondo circoscritto.
Marinaio, stasera
anch’io fluttuo, occhio alla notte
stelle contro il nero
anch’io seguo quell’onda
che sventola nel cielo sulla terra
una terra che è barca
sballottata dal delirio dei venti
gocce sferzanti a spilli
gocce come cristalli di diamante.
Niente è al sicuro, stanotte
niente di ciò che è fuori.
Io, qui protetta, al di là dell’oblò
sbircio una vita fradicia e stentata
si trascina molliccia e bagnata
per le strade
con orme molli a far traccia
di stupore.
Io protetta, salvata
da questa inondazione solitaria
che continua incessante, incurante dell’occhio o della vista,
io quasi imploro quelle gocce
come
pianto di gioia
come
benedizione
battesimo e risveglio alla salute.
Io, dietro il vetro
guardo le navi che sfrecciano sul nero
dell’asfalto brillante
e immagino l’ebbrezza delle piante
il volto contro un cielo senza Dio.
****

Per questi momenti ti amo
in cui la tua vulnerabilità
si fa fortezza
di braccia e pensiero
gli occhi volti al tuo stesso desiderio
tu che sei musica
e tutto avvolgi di bellezza intorno
come vortice prepotente e uragano.
Sono questi i momenti in cui ti amo
di più, in cui so che ho scelto
la mano che voglio accanto
stretta alle mie dita
palmo contro palmo
nel letto.

———–

Elisa Mastromatteo è nata a Terni, il 27 marzo 1980, sotto il segno dell’Ariete e della Primavera. Ama le lingue e le letterature e tutto ciò che è arte. Scrive per necessità e passione dai tempi del liceo.
Ha pubblicato poesie, racconti di vario genere e brevi saggi sia on-line che su cartaceo, alcuni come premio in seguito alla partecipazione a concorsi letterari. Ha inoltre all’attivo una raccolta di poesie dal titolo Quello che la mente partorisce passa anche da altri organi, Il Filo editore, 2007.

5 pensieri su “Opere Inedite, Elisa Mastromatteo

  1. “È un quadro nero
    questa notte di pioggia:
    cardini stabiliscono dimensione e confine
    del mio cielo notturno.
    Si placa appena, vista in lontananza
    quella cataratta disperante
    come marea celeste”

    La poesia cerca il suo equilibrio nei dettagli, quei dettagli che in metafora possano sciogliere l’intuizione e farne un’immagine familiare, sono tutte poesie intense e suggestive ma mi hanno colpito in particolare questi versi proprio per quel senso di accoglienza e di familiarità che mi hanno dato. Complimenti Elisa e grazie per questi versi.

  2. Infatti, ne sono felicissima, e ringrazio!
    Sono perfettamente d’accordo con te, Davide, per quel che riguarda la capacità della poesia di rendere un’immagine familiare, intima, magari usando termini insoliti e ricombinandoli in maniere originali. Poi la pioggia ha in sé una potenzialità poetica enorme, non finisce mai di sorprendermi la sua potenza creatrice per la mente, e basta anche solo avere un vetro attraverso cui osservare.
    Ancora grazie,
    Elisa

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