Seamus Heany, Catena Umana

Human Chain è la nuova raccolta di Seamus Heaney, premio Nobel nel 1995, apparsa in lingua originale da Faber&Faber, e ora tradotta in eccellenti versi italiani da Luca Guerneri con la nuova grafica della collana dello Specchio Mondadori (€ 15,00).
Continuando al più alto livello la sua ricerca, caratterizzata dalla grande ampiezza del respiro e dall’energia dell’espressione, oltre che dal fortissimo legame con la propria terra, Seamus Heaney ragiona liricamente in questo libro sulla continuità e solidarietà nei rapporti interpersonali, tra marito e moglie, figli e genitori, sulla trasmissione del sapere nel tempo, producendo nuove immagini quotidiane e suggestive, che ne confermano il posto di assoluto rilievo nella poesia mondiale del nostro tempo.

“E’ un libro animato da un’urgenza estrema, quanto mai vivida, perchè arrivata a intaccare il corpo fino a ottunderlo.” (dalla quarta di copertina)


Catena Umana

I

Con i ritagli di nera tela di cotone,
rimasugli di vecchie tende oscuranti
stirati, imbastiti con fili incrociati,
ricoprivamo i libri passati dalla scuola.

Meno duratura seppure più desiderata
la carta da parati dalla trama ruvida:
l’intreccio di prosperose rose pressate
e appiattite sotto ferri da stiro.

Carta marrone da pacco, all’occorrenza.
Persino carta di giornale. Qualunque cosa
che funzionasse da copertina alla novità,
che ti facesse capire di esserne il mero custode.

di Seamus Heaney
Trad. di Luca Guerneri

Hermit Songs

I

With cut-offs of black calico,
Remmants of old blackout blinds
Ironed, tacked with criss-cross threads
We jacketed the iussued books.

Less durable if more desired,
The mealy textured wallpaper:
Its brede of bosomed roses pressed
And flattened under smoothing irons.

Brown parcel paper, if need be.
Newsprint, even. Anything
To make a covert for the newness,
Learn you were a keeper only.

di Seamus Heaney

2 pensieri su “Seamus Heany, Catena Umana

  1. Davvero un bel libro, forse il migliore tra i più recenti di Heaney, ma la traduzione mi sembra tutt’altro che eccellente.
    Già nella prima poesia, “Had I not been awake”, Guerneri traduce “I would have missed it” con “l’avrei mancato” quando chiunque abbia letto la poesia si rende conto che “me lo sarei perso” è molto più indicato. In “Chanson d’Aventure III” (pag. 32) traduce right con sinistra (!!!), in “Eelworks IV” (pag. 60) si trova un verso assolutamente privo di senso (“non l’assoluto/pesce danza da ruscello scatto”) quando una traduzione se non altro comprensibile potrebbe essere “non l’assoluto/flusso di schiocchi di un pesce salterino”, in “Route 110 I” (pag.92) un odore di legno marcio appartenente ad un corridoio nella traduzione si impregna a tal punto nelle vesti di una commessa da far sì che sia lei ad esalarlo (controllare per credere), la Nancy Wynne Jones alla cui memoria è dedicata “Death of a painter” (pag. 117) cambia sesso nella traduzione, “Morte di un pittore”, invece di “Morte di una pittrice” (si sa che l’inglese non possiede il genere grammaticale). Infine i motivi per cui, in “Sweeney Out-takes II” (pag. 136), “the dizziness/as scales fell from my eyes” diventi “il capogiro/nell’attimo in cui compresi” e non “le vertigini/caddero come scaglie dai miei occhi” mi sono del tutto oscuri… Questi non sono gli unici errori ma solo quelli più grossolani. In “Elecric Light” si trovano altrettanti banali errori di traduzione… Spero che il prossimo libro di Seamus Heaney venga tradotto da qualcuno con maggiore competenza e sensibilità poetica, come Francesca Paci. Saluti!

  2. Un amico mi segnala questo commento e io ringrazio il sig. Fortini per l’attenzione che ha voluto dedicare al mio lavoro sul testo di Heaney. Ogni traduzione è contestabile e certamente perfettibile. Non entro nel merito delle questioni sollevate perché non mi pare questa la sede più opportuna per farlo e comunque sì, ‘competenza e sensibilità poetica’ sono quanto tutti noi andiamo cercando.

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