Opere Inedite, Monica Martinelli

Monica Martinelli ci detta “a cuore aperto” le modalità del suo “fare poesia”: “un rapporto fatto di pieni e di vuoti, in quanto ‘scatta’ per riempire un vuoto, una mancanza; così la poesia si sostituisce a me, mi subentra o agisce, a mia insaputa.” Come Monica dice, la sua poesia nasce da una mancanza,  da qualcosa che, anche se non c’è, vuole disperatamente esserci. Ed è a questo punto che, a seconda dei casi, la sua poesia assume la forma di ciò che deve essere ‘riempito’ – la poesia svuota ed è svuotata – o di ciò che deve essere ‘svuotato’ – la poesia riempie ed è riempita. Ecco che Monica ci dice: “C’è quando io non ci sono, oppure quando mi sottraggo.” Per Monica la poesia diventa, in qualche modo, un rapporto insiemistico, che aggiunge e, insieme, toglie. Poi Monica dice: “la poesia è soprattutto una trasmissione e uno scambio di emozioni con chi legge. Ed è un risultato concreto, perché è qualcosa che resta, per chi viene dopo.”

“La poesia è un modo di fotografare le immagini circostanti, quelle percepite e quelle immaginate.”
                                     di Monica Martinelli

 

 

A CUORE APERTO
Negli altri non so distinguere un cuore stretto, a spigoli,
da uno largo, aperto.
Mi perdo l’anima nel compostaggio
di sfalci e ramaglie.
Una tramoggia mi divide in due
mi stacca il cuore,
la parte di me più grande
da contenere quanto più si può
da contenermi tutta.
Il volo mi sbatte in alto
gettata in aria, nell’inferno
tra piroette di carta e pioggia di cenere
risucchiata da un aspiratore potente
che non ha pietà.
Pure lì provo a cercarti
ma la scommessa è persa
ogni livido ha la sua pena,
ogni illusione la sua trasparenza.
Invece vorrei cadere
con la grazia di un passero ferito all’ala
che volteggia in tentativi
ma subito plana di dignità.
Non ho un’altra possibilità,
negato il desiderio di rigenerarmi.
Ma ecco svelato l’enigma:
non sono ecocompatibile né riciclabile.

INGRANAGGI
L’odore della formaldeide
non è quello del sangue,
che non sento
perché la ferita è bellissima.
Necessita di coerenza
ma cambia forma,
non riposa.
Se fosse il creatore
in una Genesi possibile,
ad impastare detriti
di argilla rossa e fango
per plasmare uomini rassegnati
in ingranaggi imperfetti.
Ovunque sinapsi scollegate
come corpi farfallati
di motori svalvolati
che ansimano.

INCEPPAMENTI
Si è acceso l’interruttore
a dare la stura
a trigliceridi in rima.
Girandole di arrivi e partenze
tra prima e dopo.
Diversioni impercettibili
si dibattono dentro.
Alleggerire:
difettivi neuroni si spezzano
in splendide geometrie
non collimanti
a chiedere un po’ di sogni
e a lenire la sete
che non aspetta
e scorre in arterie d’ombra
sparigliate.
E sono solo fiato del tuo respiro.

Biobibliografia
Dopo la laurea in Lettere, Monica Martinelli ha scritto articoli e recensioni sulla rivista letteraria “Rassegna di letteratura Italiana”. Conseguito un Master in Studi Europei e un dottorato sui rapporti tra Cina e Unione Europea, ha proseguito studi e ricerche nell’ambito letterario.
Lavora nella Pubblica Amministrazione.
Ha pubblicato poesie e racconti su varie antologie edite da Giulio Perrone e da Aletti editore, e poesie sulle riviste Poeti e Poesia diretta da Elio Pecora, Poesia e Il Borghese.
Nel 2009 ha pubblicato una silloge di poesie dal titolo Poesie ed Ombre con prefazione di Walter Mauro (Tracce editore).
Scrive recensioni musicali sul sito www.radioland.it dove cura una rubrica sulla Cina.

25 pensieri su “Opere Inedite, Monica Martinelli

  1. Monica mi ha investito con le sue poesie. Ha provocato una “corrente d’aria”! La sua è una poesia che sta da sola, ma non in quanto gesto solitario.. E’ una poesia che sta sulla pagina (perchè anche se siamo “in rete”, adesso, non dobbiamo dimenticare che il gesto finale della poesia è la pagina, il libro, a cui la poesia è destinata). E quando la poesia riesce a stare lì, sulla pagina, con tutte le immagini, le sonorità, i rimandi che si muovono in lei, è una poesia che resta, che si impone, in una voce.

    Domanda:
    Vorrei sapere da Monica da quanto tempo scrive poesie, vorrei sapere anche, come fa a conciliare il suo lavoro (le tante ore di lavoro) con la necessità di scrivere poesia.

  2. Sono rimasta affascinata dalle poesie di Monica Martinelli. Ho avuto il piacere di leggere anche la sua prima silloge con la prefazione di Walter Mauro ed ho riscontrato in lei una sensibilità acutissima, un sapersi rispecchiare nella propria anima così come nel contemporaneo. Il suo stile è profondo ed immediato allo stesso tempo: arriva dritto dentro il nostro io e ci avvolge.
    Grazie a Monica per la sua poesia e grazie a Luigia Sorrentino per questa bellissima iniziativa.
    Con stima
    Cinzia Marulli Ramadori

  3. La poesia di Monica è entrata in me, ha solleticato e poi svelato…
    E così, la sto interpretando con la mia arpa bardica, per restituire le buone emozioni che mi ha donato generosamente..Monica, è.

    Grazie, da cuore a cuore!

    Cristiana Lauri

  4. Quelli di Monica Martinelli sono versi privi di qualsiasi banalità che parlano al nostro spirito: arricchendolo. Di lei ho conosciuto dapprima le valide prerogative di narratrice ma le sue poesie non sono da meno.
    Complimenti a Monica e a Luigia Sorrentino (che la ospita) conosciute entrambe, in due diverse occasioni letterarie, nella mia Pontinia.

  5. Luigia, Cinzia, Francesco, Cristiana, Enzo vi ringrazio davvero di cuore per le vostre affettuose parole. Sono contenta che la mia poesia possa accarezzare e colpire; che la funzione della poesia è certamente anche quella di un disvelamento esistenziale, di scolpire i moti profondi dell’anima senza però dimenticarsi della sua dimensione corporale e senza venir meno all’esperienza reale e relazionale, un’esperienza che può essere distante o vicina, che può assomigliarci oppure no. E la poesia rimanda sempre a qualcosa d’altro e, almeno nel mio caso, ad una sorta di pluralità sensitiva, una “corrente” che mi investe quando scrivo. E mi fa piacere che Luigia, che ringrazio tantissimo per l’iniziativa e l’opportunità, sia stata in qualche modo investita da questa “corrente d’aria”.
    Su questo blog ho letto finora poesie belle ed emozionanti che a loro volta hanno dato il “la” a interessanti e stimolanti commenti, e se è vero che il verso è autobiografico e autoreferenziale, una delle capacità della poesia, a mio parere, è quella di far transitare dalla “psicologia individuale” alla “psicologia sociale”, cioè di non lasciare l’autore- individuo confinato all’interno dei propri versi ma di accoglierlo interagente in un gruppo condiviso.
    grazie
    monica martinelli

  6. Rispondo alla tua domanda Luigia, ho cominciato a scrivere poesie da diversi anni, da molto giovane e in questo percorso di vita ho cambiato e rimaneggiato lo stile, i contenuti e la passione. Ho rallentato, ho zigzagato, mi sono stupita e mi sono ossigenata. E per me la poesia è come l’ossigeno, ne ho bisogno per respirare. E aggiungerei che la poesia diventa pure un vizio, nel senso che alla lunga ne diventi dipendente… Questo fa sì che anche se quotidianamente mi occupo di economia (e a cercar bene si può trovare un po’ di poesia anche nell’economia!), riesco a conciliare l’ispirazione poetica e la lettura di libri di poesie con l’attività lavorativa. Non c’è alcuna antinomia.

  7. Amo la poesia di Monica Martinelli. Soprattutto quando rinuncia al lettore. Quando cade la speranza di essere ascoltata, capita e valorizzata il suo canto prende il volo e incontra piccole cose, fatti quotidiani, minuzie, versandoci sopra lirica e un’altra visione delle cose.

  8. Bello perché mi piace pensare a un pezzo di soffio dentro di me soffiato da pulegge ingranaggi e motori per niente banali che funzionano insieme per..
    perché lo hanno letto da te!

  9. La Monica che conosco io, ancora la conosco appena, ma i suoi versi no…..mi sembra di ri-conoscerli da sempre. Percepisco il tocco delle sue mani sulle “cose”, seguo lo sguardo, ne condivido un’ombra, appena dietro l’angolo di luce. Copiosamente bevo, nella mia innata arsura di poesia, sorprendendomi ogni volta. Grazie per la tua grande anima, unica e universale, come solo la poesia può esserlo!

  10. inconsapevolmente Monica ha, nei titoli delle tre poesie, indicato la sua sensibilità e il suo cammino in continua crescita:
    “a cuore aperto”, come appare il suo ascolto, un flusso autentico di sensazioni che lei sa restituire con delicatezza e densità;
    “ingranaggi”, che descrivono in bella essenzialità le spine del malessere dell’oggi;
    “inceppamenti”, gli inevitabili scarti lungo le vie del quotidiano, tra lacerazione e tenerezza.
    ti auguro,Monica, di continuare in questa “addiction” poetica che scrivendo e leggendo ci salva.
    e apprezzo molto questo tuo blog, Luigia.
    un caro saluto ad entrambe,
    annamaria

  11. un grosso bètilo conico mi ha colpito in testa scorrendo i versi di tutti questi autori. Come detto a Raimondo, mi piace questa grande consapevolezza che, articolandosi naturalmente in modi espressivi diversi, sottende sempre feconde radici estro/verse .

    complimenti dunque anche a Monica.

    ciao Donatella

  12. Ringrazio Annamaria e la sua lungimiranza poetica che ha saputo cogliere la mia espressività e il mio sentire. Ringrazio Chiara e la nostra consonanza in poesia tra luci e ombre…e Filippo che, grazie anche alle sue poesie, ha contribuito alla mia crescita poetica e umana. E grazie a Vincenzo per la fiducia che motori e ingranaggi, a parte qualche inevitabile inceppamento…possano funzionare bene almeno in poesia e a Donatella per l’apprezzamento e la consapevolezza.
    ciao a tutti
    Monica

  13. Intense queste tre poesie di Monica. Colpisce il linguaggio, la ricchezza di immagini che attingono direttamente da un sentire profondo, nutrito dalla necessità. Ed è vero che la poesia è sottrazione, è sottrazione da sé per darsi alla parola e nella parola e mi pare che Monica vada in quella direzione con forza e coerenza. Un saluto caro a Monica e a Luigia. Lucianna Argentino

  14. Cara Monica,
    lo sai che Giulio ed io ti seguiamo da tempo. Apprezzo molto le tue poesie; anche Guido e Roberto
    Un abbraccio a te ed alla mamma
    Luigia

  15. Grazie Lucianna per le tue parole.
    Ringrazio Luigia e Giulio per l’affetto e la perseveranza nel leggermi.
    un caro saluto
    Monica

  16. Mi hai fatto incontrare con la poesia. Grazie Monica. […] E comprendo che è ciò che sento, e non ciò che sono, il dono più bello che posso offrirti. da Poesie ed Ombre, “Infinite Certezze” di Monica Martineli

  17. Trovo molto giusto quello che dice Lucianna: “sottrazione da sé per darsi alla parola e nella parola e mi pare che Monica vada in quella direzione con forza e coerenza”, in queste poesie in cui la descrittività di Monica si fa più fluida e naturale, e ciò che non collima, si spariglia o si spezza, ha pure una grazia e una bellezza, come il cadere del passero ferito, capace di lenire la sete “che non aspetta”.

  18. Grazie mille a Claudio Damiani per le sue parole incoraggianti e di stimolo per me a continuare a percorrere questa strada.
    Luigi, sono contenta che tramite me ti sia imbattuto nella poesia che spero sia stata una piacevole scoperta.

  19. Di queste poesie colpisce la natura visionaria del linguaggio. E la capacità di mettere per iscritto logiche complesse eppure estranee, credo, a ben pochi. Complimenti.

  20. Grazie per le tue parole Cristina. Mi fa molto piacere che tu scorga un “tocco terapeutico” nei miei versi!
    Un caro saluto
    monica

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