Antonio Santori, in memoria di te

 

Tu insegnavi ai ragazzi
la follia. Forse per questo
ti preoccupavi di fingere.
Sognavi versi afatici,
una piccola libreria
da stringere, un sogno
di metallo, denso di cornici.
Avevi compreso di essere
inaudito, di vivere
come i suoni delle radici
o come il senso della corsa
del cavallo, verso il mondo
immenso. Non avevi amici,
se non i tuoni e le stanze
dove a volte ti creavi,
o il giallo furibondo
negli occhi di Euridice
e la borsa in cui stivavi
rivolte e danze.
Non intendevi essere felice.

*

A volte sognavi di entrare
nella pelle, di entrare
dolcemente, freddamente.
Come la pioggia
che scende dentro il mare.
Perché come il mare
sentivi di essere settembre,
di proteggere l’odore
dell’animale ribelle,
sgusciante nell’acqua luminosa.
Non chiedevi l’amore. Sognavi
di inseguirlo nell’aria
sospettosa della terra del Nome,
tra i silenzi delle cose,
dove un giorno hai dormito
come un colore.

*

Per questo mi sognavi.
Mi sognavi distesa
come una donna prima
dell’amplesso. Ero io
l’amore? Ero io l’attesa?
Ogni volta mi sentivi
diversa ma mi chiamavi
con lo stesso nome.
Ero la tua cantina, la tua
discesa. La tua vita,
la tua morte, irrisolta.
Così la mattina ti svegliavi
in difesa della tua sorte.
Del tuo mazzo di chiavi,
delle porte che aprivi
e chiudevi, dei tuoi scaltri
colleghi. Mi lasciavi al di là.
Come una storia noiosa,
come il furto del cuore
degli altri. Al di là di te.
Come una cosa.

Da: Saltata, di Antonio Santori (NCE, 1996)

Antonio Santori nato a Montreal (Canada 1961 – Civitanova Marche 2007) è stato docente di filosofia, poeta, saggista, redattore di riviste letterarie.

Ha diretto “Laboratorio”, rivista multimediale e telematica di poesia presente su Internet. E’ stato direttore editoriale de “L’Albatro Edizioni”. Ha pubblicato: Quei loro incontri… (Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese) (Antenore 1985, Premio Pavese 1993); Verso la meraviglia d’oro (dono e incoscienza in Nietzsche) (Il Lavoro Editoriale 1990); Infinita (NCE 1990); Albergo a ore (NCE 1992); Saltata (NCE 1996); Pavese e il romanzo tra realtà e mito (Laterza 1999), La linea alba (Marsilio 2007). Ha curato La sfida della ragione (Guaraldi 1996) e Acqua. Storia di un simbolo tra vita e letteratura (Transeuropa 1997). Suo il saggio Il senso religioso nella letteratura del ‘900 (Laterza 2001).

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